Lo so, sono un po' in ritardo! Probabilmente faccio parte di quella schiera di persone che quando pensano di dire una novità trovano sempre qualcuno che gli dice: "embè... hai scoperto l'acqua calda".
Allora stavolta mi limiterò a dire, solo agli ultimissimi ritardatari, di andare a vedere l'ultimo film di Woody Allen prima che escano tutti quanti i cine-panettoni e lo tolgano irrimediabilmente dalle sale. Il film si chiama "Basta che funzioni" e lo danno al cinema Fiorella, in via D'annunzio, a Coverciano.
A chi piace il Woddy vecchia maniera non racconterò niente di nuovo perchè sicuramente non fa parte dei ritardatari; però a chi vuole passare un paio d'ora in allegria, gustandosi un film ben fatto, piacevole da ascoltare (i dialoghi sono magistrali), in cui si ride tanto (allora non aveva perso il vecchio smalto?!?!?), ma si ride bene, nel senso che non c'è la battuta caciarona alla De Sica o meglio, alla Pieraccioni (tanto per rimarcare la mia fiorentinità), quella che ti strappa la risatona grassa e poi stai li ad aspettare la successiva che magari arriva dopo un quarto d'ora; no, in questo caso è tutto un susseguirsi di dialoghi divertenti, di paradossi, di non-sense che ti tengono assolutamente incollato allo schermo. Vietato distrarsi ed impossibile annoiarsi.
Chiudo con le parole semplici ma vere di Boris, il protagonista del film:
"...qualunque amore riusciate a dare e ad avere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare, qualunque temporanea elargizione di grazia... basta che funzioni!!"
Questo è il trailer del film che nulla toglie alla visione completa dello stesso, buon divertimento
mercoledì 25 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
i fratellini
Ahhh, niente di meglio di un bel panino con bicchier di vino per ricominciare bene la giornata lavorativa. Dopo il panino dell'altro ieri Da Vinattieri (leggi il post) mi era rimasta la voglia di provare anche quello de "I fratellini", in Via Cimatori.
Anche questa è una piccola botteghina, anzi, più che altro è un bancone che si affaccia praticamente sulla strada che offre panini per tutti i gusti.
A differenza dell'altro è in una strada molto più turistica per cui è anche molto più conosciuto e c'è veramente una bella folla assiepata lì davanti, tutta intenta a muover le ganasce addentando il suo bel paninozzo. Sgomitando un po' tra i turisti che, chissà perchè, devono sempre chiedere duemila informazioni prima di decidere (è un panino non una questione di stato!!), arrivo al banco e ordino un panino con salsiccia e melanzane ed un bicchiere di Morellino di Scansano. Buono!!!
Anche in questo caso il prezzo è onesto, € 4.30 però, non me ne vogliano i fratellini, ho preferito quello del Vinattieri, non solo perchè preferisco le schiacciatine al panino, ma anche perchè la scelta degli ingredienti mi sembrava più particolare, più creativa, con abbinamenti di sapori più particolari.
Resta comunque una validissima scelta per un panino al volo; ottima inoltre l'idea delle mensoline per appoggiare il bicchiere; è un dettaglio, ma a volte sono quelle piccole cose che tornano utili e fanno la differenza.
Anche questa è una piccola botteghina, anzi, più che altro è un bancone che si affaccia praticamente sulla strada che offre panini per tutti i gusti.
A differenza dell'altro è in una strada molto più turistica per cui è anche molto più conosciuto e c'è veramente una bella folla assiepata lì davanti, tutta intenta a muover le ganasce addentando il suo bel paninozzo. Sgomitando un po' tra i turisti che, chissà perchè, devono sempre chiedere duemila informazioni prima di decidere (è un panino non una questione di stato!!), arrivo al banco e ordino un panino con salsiccia e melanzane ed un bicchiere di Morellino di Scansano. Buono!!!
Anche in questo caso il prezzo è onesto, € 4.30 però, non me ne vogliano i fratellini, ho preferito quello del Vinattieri, non solo perchè preferisco le schiacciatine al panino, ma anche perchè la scelta degli ingredienti mi sembrava più particolare, più creativa, con abbinamenti di sapori più particolari.
Resta comunque una validissima scelta per un panino al volo; ottima inoltre l'idea delle mensoline per appoggiare il bicchiere; è un dettaglio, ma a volte sono quelle piccole cose che tornano utili e fanno la differenza.
mercoledì 18 novembre 2009
da vinattieri
Ieri ero in giro per lavoro con alcuni colleghi e mi hanno portato a mangiare un panino "Da Vinattieri".
Mentre camminavamo per raggiungere il posto siamo passati davanti a "I fratellini" che ho sentito rammentare nel blog della "Nelli", prima o poi lo proverò. Invece quest'altra è una piccola botteghina che si trova in Via S. Margherita, una traversa tra Via del Corso e Via Dante Alighieri (praticamente quella che si imbocca dalla piazzettina dove c'è la casa di Dante), proprio accanto alla chiesa di Dante (Santa Margherita de' Cerchi).
Le proposte sui panini sono elencate in un bel menù appeso fuori (mi pare ci siano 16/17 tipi di panino, però si possono anche chiedere "su misura") e devo dire che offrono una varietà di scelta molto appetitosa.
Io ho preso una schiacciatina con: finocchiona, gorgonzola e aceto balsamico. A prima vista potrebbe sembrare un po' troppo carica, un salume con sapore deciso ed un formaggio con sapore altrettanto deciso, però devo dire che mi è piaciuta tantissimo; poi l'aceto balsamico gli dava un tocco in più che non mi aspettavo.
Il tutto bagnato da un bel bicchierino di vino rosso, mangiato in piedi nel vicoletto (per sedere ci sono tre sgabelli dentro ed altrettanti fuori).
Tutto molto semplice, tutto molto genuino, come piace tanto a me.
Il prezzo di cotanto pasto è di 4 euro e 50 centesimi; la schiacciatina non è grandissima, magari può essere rinforzata con un'oliva, alla vecchia maniera del conte Mascetti..... scherzo dai.... magari ci si può aggiungere un panzerottino fritto da 1 eurino (li ho visti in vetrina e mi facevano gola, sia quello con la salsiccia che quello con il peperoncino piccante), giusto per saziare meglio lo stomaco però tutto sommato è stata un'ottima pausa pranzo.
Mentre camminavamo per raggiungere il posto siamo passati davanti a "I fratellini" che ho sentito rammentare nel blog della "Nelli", prima o poi lo proverò. Invece quest'altra è una piccola botteghina che si trova in Via S. Margherita, una traversa tra Via del Corso e Via Dante Alighieri (praticamente quella che si imbocca dalla piazzettina dove c'è la casa di Dante), proprio accanto alla chiesa di Dante (Santa Margherita de' Cerchi).
Le proposte sui panini sono elencate in un bel menù appeso fuori (mi pare ci siano 16/17 tipi di panino, però si possono anche chiedere "su misura") e devo dire che offrono una varietà di scelta molto appetitosa.
Io ho preso una schiacciatina con: finocchiona, gorgonzola e aceto balsamico. A prima vista potrebbe sembrare un po' troppo carica, un salume con sapore deciso ed un formaggio con sapore altrettanto deciso, però devo dire che mi è piaciuta tantissimo; poi l'aceto balsamico gli dava un tocco in più che non mi aspettavo.
Il tutto bagnato da un bel bicchierino di vino rosso, mangiato in piedi nel vicoletto (per sedere ci sono tre sgabelli dentro ed altrettanti fuori).
Tutto molto semplice, tutto molto genuino, come piace tanto a me.
Il prezzo di cotanto pasto è di 4 euro e 50 centesimi; la schiacciatina non è grandissima, magari può essere rinforzata con un'oliva, alla vecchia maniera del conte Mascetti..... scherzo dai.... magari ci si può aggiungere un panzerottino fritto da 1 eurino (li ho visti in vetrina e mi facevano gola, sia quello con la salsiccia che quello con il peperoncino piccante), giusto per saziare meglio lo stomaco però tutto sommato è stata un'ottima pausa pranzo.
giovedì 12 novembre 2009
ma che bella piazza duomo
Ieri, per la prima volta, ho percorso a piedi la piazza del Duomo completamente pedonalizzata ed il primo pensiero che mi è venuto è stato: ma ci voleva tanto!! Seguito subito dopo da un altro pensiero... grazie Sindaco!!
Finalmente, aggiungerei.
Finalmente Firenze è governata da una persona che vuol fare qualcosa per la sua città, che pensa e poi agisce; magari anche sbagliando, e ci sta, ma almeno prova a scuotere la nostra città da quel torpore in cui troppi amministratori ingrigiti l'hanno fatta finire. E lo dico aldilà di ogni connotazione politica.
Comunque, ieri di buon mattino, mi sono gustato questa bella passeggiata, scendendo da Via Ginori, attraverso Borgo San Lorenzo per poi spuntare nella piazza più bella del mondo, senza finalmente doversi più preoccupare del semaforo e dei tremila autobus che ti passano davanti riempiendoti i polmoni dei loro bei gas di scarico.
Ed è bellissimo poter camminare col naso all'insù...
Almeno finchè un simpatico ciclista non ti sfreccia di fianco incurante della zona pedonale!!!
Io non sono contro le biciclette, per carità, non posso andare al lavoro in bici per motivi di distanza (sarebbe un bell'allenamento per fare il tour de france), sennò forse lo farei, però mi da un profondo fastido la maleducazione dei ciclisti, a tutti i livelli; da quelli che la domenica mattina viaggiano come gruppi di pecore sulle strade (invece di disporsi in fila indiana), fino a quelli che in centro si sentono autorizzati a commettere ogni tipo di infrazione solo perchè "loro sono ecologici". E' una cosa che non riesco a sopportare e mi trovo spesso a scontrarmi (verbalmente s'intende) con chi invece si erge a paladino del bene perchè viaggia in bici e non tollera che gli si dica che la zona pedonale è quella in cui ci possono andare solo... i PEDONI. Mi va bene che ci passino anche le bici, non facciamo certo i talebani, ma per lo meno un po' di attenzione a chi cammina sarebbe dovuta.
Pertanto una piccola raccomandazione a quei due/tre lettori-ciclisti che leggessero questo post: andate piano nelle zone pedonali e cercate di essere un tantino più rispettosi del codice della strada.
Finalmente, aggiungerei.
Finalmente Firenze è governata da una persona che vuol fare qualcosa per la sua città, che pensa e poi agisce; magari anche sbagliando, e ci sta, ma almeno prova a scuotere la nostra città da quel torpore in cui troppi amministratori ingrigiti l'hanno fatta finire. E lo dico aldilà di ogni connotazione politica.
Comunque, ieri di buon mattino, mi sono gustato questa bella passeggiata, scendendo da Via Ginori, attraverso Borgo San Lorenzo per poi spuntare nella piazza più bella del mondo, senza finalmente doversi più preoccupare del semaforo e dei tremila autobus che ti passano davanti riempiendoti i polmoni dei loro bei gas di scarico.
Ed è bellissimo poter camminare col naso all'insù...
Almeno finchè un simpatico ciclista non ti sfreccia di fianco incurante della zona pedonale!!!
Io non sono contro le biciclette, per carità, non posso andare al lavoro in bici per motivi di distanza (sarebbe un bell'allenamento per fare il tour de france), sennò forse lo farei, però mi da un profondo fastido la maleducazione dei ciclisti, a tutti i livelli; da quelli che la domenica mattina viaggiano come gruppi di pecore sulle strade (invece di disporsi in fila indiana), fino a quelli che in centro si sentono autorizzati a commettere ogni tipo di infrazione solo perchè "loro sono ecologici". E' una cosa che non riesco a sopportare e mi trovo spesso a scontrarmi (verbalmente s'intende) con chi invece si erge a paladino del bene perchè viaggia in bici e non tollera che gli si dica che la zona pedonale è quella in cui ci possono andare solo... i PEDONI. Mi va bene che ci passino anche le bici, non facciamo certo i talebani, ma per lo meno un po' di attenzione a chi cammina sarebbe dovuta.
Pertanto una piccola raccomandazione a quei due/tre lettori-ciclisti che leggessero questo post: andate piano nelle zone pedonali e cercate di essere un tantino più rispettosi del codice della strada.
venerdì 30 ottobre 2009
la rivincita del cittadino
Qualche mese fa avevo scritto un post in cui raccontavo che avevo fatto ricorso contro una multa di un ausiliario Ataf che mi aveva bollato in corsia preferenziale, almeno questo sosteneva lui (leggi post vecchio). Ebbene ieri c'è stata l'udienza dal giudice di pace di Firenze, che mi ha dato ragione!!! E' una bella soddisfazione, una volta tanto, prendersi una rivincita contro un abuso di potere bello e buono, quello esercitato dai vigilini; parlo al passato perchè per fortuna adesso non avremo più il "piacere" di vederli, acquattati dietro le pensiline della fermata, pronti con il blocchetto a prendere la targa agli incauti automobilisti.
Era veramente scandaloso che si trincerassero sempre dietro la scusa del non poter fermare il veicolo per non intralciare il regolare traffico nella corsia e qualcuno aveva posto l'occhio su questo aspetto che contraddistingueva sempre le multe elevate da lor signori; quindi il giudice di pace si è schierato dalla parte del cittadino vessato ed ha intrapreso la linea di accogliere i ricorsi che venivano presentati da chi, come me, si sentiva vittima di un'ingiustizia bella e buona.
Per cui, per una volta, il cittadino abituato troppo spesso a subire i vigili dalla penna facile, si è preso la sua piccola rivincita.
A questo proposito, volevo aprire una piccola parentesi in riferimento alla notizia letta stamattina su Il Firenze, della signora che s'è beccata la multa perchè è montata con la bici sul marciapiede per scansare le catene in via Martelli; sicuramente la vigilessa è stata fin troppo zelante, ma i ciclisti dovrebbero imparare un po' di più a rispettare le regole del codice della strada: passano col rosso, vanno contro mano, camminano sui marciapiedi, allucchettano le bici ovunque... ma le regole per loro non valgono? Oppure si sentono i più ganzi perchè loro sono ecologici?
Me lo dovrebbero spiegare perchè io col motorino devo fare il giro del mondo per entrare in centro e trovare un posticino libero e poi trovare le biciclette che prendono anche i posti riservati ai motorini. Dove sta scritto che tutti devono cercare il parcheggio giusto e quelli in bici possono allucchettare le bici ovunque, con la scusa che ci sono poche rastrelliere?!? Anche i parcheggi per macchine e moto sono pochi ma io faccio il giro finché non lo trovo, non lo piazzo in mezzo alle scatole, o peggio, sui marciapiedi.
E' ora di dire basta alle bici selvagge; io proporrei al Sindaco un'ordinanza che preveda un avvertimento alle bici parcheggiate male (tipo, che so, un cerchietto rosso con scritta la data in cui viene messo sulla bici) e, se dopo una settimana la bici è ancora lì, rimozione forzata con rottura della catena e le bici poste sotto sequestro rimesse in circolazione tramite bike-sharing.
Era veramente scandaloso che si trincerassero sempre dietro la scusa del non poter fermare il veicolo per non intralciare il regolare traffico nella corsia e qualcuno aveva posto l'occhio su questo aspetto che contraddistingueva sempre le multe elevate da lor signori; quindi il giudice di pace si è schierato dalla parte del cittadino vessato ed ha intrapreso la linea di accogliere i ricorsi che venivano presentati da chi, come me, si sentiva vittima di un'ingiustizia bella e buona.
Per cui, per una volta, il cittadino abituato troppo spesso a subire i vigili dalla penna facile, si è preso la sua piccola rivincita.
A questo proposito, volevo aprire una piccola parentesi in riferimento alla notizia letta stamattina su Il Firenze, della signora che s'è beccata la multa perchè è montata con la bici sul marciapiede per scansare le catene in via Martelli; sicuramente la vigilessa è stata fin troppo zelante, ma i ciclisti dovrebbero imparare un po' di più a rispettare le regole del codice della strada: passano col rosso, vanno contro mano, camminano sui marciapiedi, allucchettano le bici ovunque... ma le regole per loro non valgono? Oppure si sentono i più ganzi perchè loro sono ecologici?
Me lo dovrebbero spiegare perchè io col motorino devo fare il giro del mondo per entrare in centro e trovare un posticino libero e poi trovare le biciclette che prendono anche i posti riservati ai motorini. Dove sta scritto che tutti devono cercare il parcheggio giusto e quelli in bici possono allucchettare le bici ovunque, con la scusa che ci sono poche rastrelliere?!? Anche i parcheggi per macchine e moto sono pochi ma io faccio il giro finché non lo trovo, non lo piazzo in mezzo alle scatole, o peggio, sui marciapiedi.
E' ora di dire basta alle bici selvagge; io proporrei al Sindaco un'ordinanza che preveda un avvertimento alle bici parcheggiate male (tipo, che so, un cerchietto rosso con scritta la data in cui viene messo sulla bici) e, se dopo una settimana la bici è ancora lì, rimozione forzata con rottura della catena e le bici poste sotto sequestro rimesse in circolazione tramite bike-sharing.
lunedì 5 ottobre 2009
la bettolina
Sabato scorso sono tornato al ristorante La Bettolina, a La Nave a Rovezzano. Già avevo scritto in un post di maggio scorso (qui) il commento ad una cena in questo posto ma, come dicevo l'altra volta, mi piace tornarci spesso perchè il rapporto qualità prezzo credo sia molto buono.
Si mangia quasi solo pesce, o almeno c'è molto più pesce che carne nel menù, e mi pare che la maggior parte delle persone che lo frequenta opta per questo tipo di scelta.
Noi abbiamo scelto come antipasto un "gozzoviglio di molluschi e crostacei", ispirati da ciò che vedevamo nel tavolo di fianco; ci hanno portato una padella fumante di cozze, vongole, scampi da far paura, con i crostini di pane da inzuppare nel brodino, leggermente piccante. Un antipasto da leccarsi tutte le dita.
Per secondo io ho preso una catalana e mia moglie i gamberoni al curry e pere. Nel confronto ho fatto senza dubbio la scelta migliore. I gamberoni erano ottimi, il contrasto del sapore dolciastro del gambero con quello del curry ci stava bene (faceva tutto molto indiano) ma alla lunga stancava un po'; invece la catalana era uno spettacolo!! Un piatto con: mezzo astice, una chela di granchio (gigante!), diversi gamberi e scampi accompagnati dalle classiche verdure crude. Gustarsi il pesce così, al naturale, non ha paragone rispetto al mangiarlo con qualsiasi altro condimento; è il modo migliore per apprezzarne la freschezza ed il sapore.
Ne mangerei senza sosta.
Per bere non ci siamo sbilanciati, un 1/2 litro della casa, fermo, senza infamia e senza lode (ma va benissimo), e alla fine un dolcino e caffè.
Il tutto per una spesa di 77 €, che mi pare veramente onesta in rapporto alla quantità e qualità del cibo; forse negli anni i prezzi hanno subito un leggero aumento ma restano senz'altro altamente competitivi.
Per me resta uno dei migliori che abbia provato.
Si mangia quasi solo pesce, o almeno c'è molto più pesce che carne nel menù, e mi pare che la maggior parte delle persone che lo frequenta opta per questo tipo di scelta.
Noi abbiamo scelto come antipasto un "gozzoviglio di molluschi e crostacei", ispirati da ciò che vedevamo nel tavolo di fianco; ci hanno portato una padella fumante di cozze, vongole, scampi da far paura, con i crostini di pane da inzuppare nel brodino, leggermente piccante. Un antipasto da leccarsi tutte le dita.
Per secondo io ho preso una catalana e mia moglie i gamberoni al curry e pere. Nel confronto ho fatto senza dubbio la scelta migliore. I gamberoni erano ottimi, il contrasto del sapore dolciastro del gambero con quello del curry ci stava bene (faceva tutto molto indiano) ma alla lunga stancava un po'; invece la catalana era uno spettacolo!! Un piatto con: mezzo astice, una chela di granchio (gigante!), diversi gamberi e scampi accompagnati dalle classiche verdure crude. Gustarsi il pesce così, al naturale, non ha paragone rispetto al mangiarlo con qualsiasi altro condimento; è il modo migliore per apprezzarne la freschezza ed il sapore.
Ne mangerei senza sosta.
Per bere non ci siamo sbilanciati, un 1/2 litro della casa, fermo, senza infamia e senza lode (ma va benissimo), e alla fine un dolcino e caffè.
Il tutto per una spesa di 77 €, che mi pare veramente onesta in rapporto alla quantità e qualità del cibo; forse negli anni i prezzi hanno subito un leggero aumento ma restano senz'altro altamente competitivi.
Per me resta uno dei migliori che abbia provato.
mercoledì 30 settembre 2009
la partita perfetta
Era nell'aria.
Per chi respira calcio, per chi lo vive a 360 gradi, per chi lo mastica tutti i giorni, c'era nell'aria ieri mattina un qualcosa di speciale; quella sensazione che ti fa sentire forte, invincibile; quella premonizione che vorresti sussurrare al tuo collega di lavoro, al tuo amico, al tuo vicino di seggiolino allo stadio ma non puoi perchè c'è un rito da rispettare nel pre-partita.
Un rituale che si ripete sempre allo stesso modo: stessa sciarpa e cappelino, stesso tragitto per andare allo stadio, stesso parcheggio per lasciare il motorino, stesso posto sugli spalti; piccoli gesti che rappresentano la vita del tifoso, di quello Viola soprattutto. Un tifoso poco abituato a vincere, per cui uno che non riesce quasi mai ad andare allo stadio senza pensare che non dovrà soffrire fino all'ultimo secondo, fino al triplice fischio; proprio per questo il rito comprende anche, ovviamente, il fatto che è assolutamente vietato fare pronostici prima della partita.
Però era nell'aria...
Poi inizia il fermento; lo stadio si riempie, si colora di viola, iniziano i cori, si prepara la coreografia. Parte l'inno e si canta a squarciagola e poi entrano i ragazzi e suona la musica della Champions League... che brividi!!
Quando inizia la partita la trance agonistica prende tutti quanti, si corre e si lotta insieme ai "nostri ragazzi", si suda e si urla, "tutti insieme uniti avanzerem... come un'onda che... non si fermerà...", come un sol uomo, il 12° in campo!!
Quando si prefigura la partita perfetta sai che niente può fermarti, sia che nessun ostacolo sarà più insormontabile e allora quel profumo che sentivi nell'aria fin dalla mattina torna a riempirti i polmoni. Vedi Dainelli che non sbaglia niente, vedi che Montolivo e Zanetti possono giocare insieme, eccome se possono giocare, vedi che Marchionni non è stato un acquisto così sballato, vedi che Vargas vale tutti i milioni che è costato, e anche qualcosa in più; e poi vedi un ragazzino con i riccioloni scuri, con quella faccia un po' così, che ti ricorda tanto un altro ricciolino che una ventina d'anni fa t'aveva fatto innamorare, con quel nomignolo irriverente come il giochino che facevi da bambino... Jo-Jo.
Lo sentivi che era nell'aria.
Quando corre il minuto 28', ciò che sentivi, ma che non volevi dire a nessuno per evitare che si predesse nell'aria come mille altre parole e centomila altri sogni, si materializza proprio nel gesto dello Jo-Jo viola...
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL
un urlo di gioia che non vuol finire, che libera in aria un cuore gonfio di emozioni e di sensazioni colorate di viola.
Era nell'aria e adesso lo sai.
Passano pochi minuti e, neanche nei sogni più belli lo avevi mai immaginato, sbuca di nuovo il piedino fatato del ricciolone con la maglia numero 8...
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL
e stavolta l'urlo è più forte ma anche più maturo, più consapevole, siamo forti!!!
Era nell'aria e adesso ne sei certo.
Il resto scivola via con quella sensazione che il sogno possa di colpo finire, che suoni la sveglia e ti riporti di nuovo a vedere ciò che tante, troppe volte, è successo.
Ma stavolta no, stavolta è la partita perfetta, quella che nella tua testa hai giocato e visto giocare mille volte. E allora non ti spaventano più le folate dei Reds, i tiri di Gerrard, i colpi del Niño. Niente e nessuno riuscirà più a spezzare il sogno.

Era nell'aria, e per una sera quell'aria si è tinta di viola.
Per chi respira calcio, per chi lo vive a 360 gradi, per chi lo mastica tutti i giorni, c'era nell'aria ieri mattina un qualcosa di speciale; quella sensazione che ti fa sentire forte, invincibile; quella premonizione che vorresti sussurrare al tuo collega di lavoro, al tuo amico, al tuo vicino di seggiolino allo stadio ma non puoi perchè c'è un rito da rispettare nel pre-partita.
Un rituale che si ripete sempre allo stesso modo: stessa sciarpa e cappelino, stesso tragitto per andare allo stadio, stesso parcheggio per lasciare il motorino, stesso posto sugli spalti; piccoli gesti che rappresentano la vita del tifoso, di quello Viola soprattutto. Un tifoso poco abituato a vincere, per cui uno che non riesce quasi mai ad andare allo stadio senza pensare che non dovrà soffrire fino all'ultimo secondo, fino al triplice fischio; proprio per questo il rito comprende anche, ovviamente, il fatto che è assolutamente vietato fare pronostici prima della partita.
Però era nell'aria...
Poi inizia il fermento; lo stadio si riempie, si colora di viola, iniziano i cori, si prepara la coreografia. Parte l'inno e si canta a squarciagola e poi entrano i ragazzi e suona la musica della Champions League... che brividi!!
Quando inizia la partita la trance agonistica prende tutti quanti, si corre e si lotta insieme ai "nostri ragazzi", si suda e si urla, "tutti insieme uniti avanzerem... come un'onda che... non si fermerà...", come un sol uomo, il 12° in campo!!Quando si prefigura la partita perfetta sai che niente può fermarti, sia che nessun ostacolo sarà più insormontabile e allora quel profumo che sentivi nell'aria fin dalla mattina torna a riempirti i polmoni. Vedi Dainelli che non sbaglia niente, vedi che Montolivo e Zanetti possono giocare insieme, eccome se possono giocare, vedi che Marchionni non è stato un acquisto così sballato, vedi che Vargas vale tutti i milioni che è costato, e anche qualcosa in più; e poi vedi un ragazzino con i riccioloni scuri, con quella faccia un po' così, che ti ricorda tanto un altro ricciolino che una ventina d'anni fa t'aveva fatto innamorare, con quel nomignolo irriverente come il giochino che facevi da bambino... Jo-Jo.
Lo sentivi che era nell'aria.
Quando corre il minuto 28', ciò che sentivi, ma che non volevi dire a nessuno per evitare che si predesse nell'aria come mille altre parole e centomila altri sogni, si materializza proprio nel gesto dello Jo-Jo viola...GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL
un urlo di gioia che non vuol finire, che libera in aria un cuore gonfio di emozioni e di sensazioni colorate di viola.
Era nell'aria e adesso lo sai.
Passano pochi minuti e, neanche nei sogni più belli lo avevi mai immaginato, sbuca di nuovo il piedino fatato del ricciolone con la maglia numero 8...
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL
e stavolta l'urlo è più forte ma anche più maturo, più consapevole, siamo forti!!!
Era nell'aria e adesso ne sei certo.
Il resto scivola via con quella sensazione che il sogno possa di colpo finire, che suoni la sveglia e ti riporti di nuovo a vedere ciò che tante, troppe volte, è successo.
Ma stavolta no, stavolta è la partita perfetta, quella che nella tua testa hai giocato e visto giocare mille volte. E allora non ti spaventano più le folate dei Reds, i tiri di Gerrard, i colpi del Niño. Niente e nessuno riuscirà più a spezzare il sogno.

Era nell'aria, e per una sera quell'aria si è tinta di viola.
martedì 29 settembre 2009
la giornata degli sciocchi
Pubblico una bella iniziativa di cui ho avuto nota.
Sabato e domenica prossimi, 3-4 ottobre, alle 21.00, presso il Teatro dell'Affratellamento (sono sincero, non ne conoscevo neanche l'esistenza) di Via G. Orsini 73, si svolgerà lo spettacolo teatrale "La giornata degli sciocchi", uno spettacolo, come dice la locandina, pieno di buffonate, giochi e sorrisi, organizzato dall'associazione Soccorso Clown, una o.n.l.u.s. che da anni lavora nei maggiori ospedali pediatrici italiani, con lo scopo di portare un sorriso ai piccoli pazienti.
L'ingresso è libero e durante le serate si svolgerà una raccolta di fondi per finanziare l'associazione.
Partecipate numerosi.
lunedì 24 agosto 2009
terrazza bardini
Sabato sera, per festeggiare il compleanno di mia moglie, ci siamo regalati una cenetta sciccosa nel Ristorante Terrazza Bardini.
Il ristorante si trova all'interno del complesso di Villa Bardini, in Costa San Giorgio (la stradina che da Forte Belvedere scende verso Ponte Vecchio) e nella stagione estiva apparecchia appunto sulla terrazza panoramica. La location è veramente suggestiva e l'atmosfera molto romantica, luci soffuse, candele, tavoli ben distanziati per mantenere la giusta privacy.
Abbiamo cominciato con un aperitivo sulla terrazza al piano di sopra: divanetti, tavolini, proiezioni luminose sulla facciata della villa, musica soft fanno da cornice ad un buon aperitivo (anche se il bicchiere di plastica finta ceramica non mi è piaciuto granché) con un buffet non troppo ampio (non ci si può fare cena come da altre parti), per un prezzo di 8 € che è nella media dei prezzi per l'aperitivo.
Poi ci siamo trasferiti al piano di sotto per mangiare. Il ristorante è di solo pesce, con menù che varia giorno per giorno (almeno credo perchè c'erano solo tre scelte per ogni portata). Comunque sabato scorso si poteva scegliere come antipasto tra un Gran piatto di crudo, un'insalata di polpo, ed un misto di pesce cotto. Io ho preso il crudo e mia moglie l'insalata di polpo. I prezzi degli antipasti ci hanno un po' spaventato (28 € quello che ho preso io!) ma quando ce lo hanno portato mi sono reso conto che avrei potuto mangiare anche solo quello.
Un piattone enorme di pesce crudo, carpaccio di branzino, scampi, cicale di mare e gamberoni. Era la prima volta che assaggiavo il pesce crudo ed avevo un po' di timore ma devo dire che mi è piaciuto molto; già annusando il piatto si ha la sensazione di essere davanti al banco del pesce fresco al mercato, un profumo di mare veramente buono; quando poi si mette in bocca il pesce si ha una sensazione strana: il carpaccio di branzino era squisito, delicato e morbido; i crostacei ottimi anche se la consistenza molliccia della carne fa un po' senso. Comunque il piatto è ricco e basterebbe anche da solo per fare una bella cena. Anche l'insalata di polpo era abbondante, più classico come piatto, comunque buonissima.
Abbiamo saltato a pié pari i primi e per secondi potevamo scegliere tra la Gran padellata, il fritto misto e la zuppa di pesce. Mia moglie ha preso la gran padellata ed io la frittura. Ottime entrambe le scelte ma una menzione speciale la merita la padella che hanno portato a mia moglie. Una padella vera e propria, piena, ma veramente piena, di cozze, vongole e seppie, che anche questa da sola poteva bastare a farci una cena; così come la frittura, una montagna di gamberi, seppie e polpetti, con anche listerelle di verdura, veramente buona.
Il tutto annaffiato da un ottimo bianco siciliano (adoro i bianchi di Sicilia), un Catarratto-Inzolia ricco di profumi e con una sapore fresco e fruttato che ci stava benissimo.
Abbiamo speso 118 €, che non sono pochi, ma considerando la location, le attenzioni ai particolari (cestello per il vino, camerieri gentili e discreti ma presenti, ecc.) ed il fatto che si poteva tranquillamente far cena anche con una sola delle portate a scelta, ci si può tornare senza lasciarci lo stipendio.
Un unico appunto lo faccio alla carta dei vini, non molto ricca, un po' disordinata nella lettura e poco attenta ai vini del sud; però il ricarico sul vino non è eccessivo, la nostra bottiglia andava sui 20 €.
Lo consiglio per una cena super romantica con la moglie, l'amante, l'amica o comunque la persona a cui tenete o su cui volete far colpo.
Il ristorante si trova all'interno del complesso di Villa Bardini, in Costa San Giorgio (la stradina che da Forte Belvedere scende verso Ponte Vecchio) e nella stagione estiva apparecchia appunto sulla terrazza panoramica. La location è veramente suggestiva e l'atmosfera molto romantica, luci soffuse, candele, tavoli ben distanziati per mantenere la giusta privacy.
Abbiamo cominciato con un aperitivo sulla terrazza al piano di sopra: divanetti, tavolini, proiezioni luminose sulla facciata della villa, musica soft fanno da cornice ad un buon aperitivo (anche se il bicchiere di plastica finta ceramica non mi è piaciuto granché) con un buffet non troppo ampio (non ci si può fare cena come da altre parti), per un prezzo di 8 € che è nella media dei prezzi per l'aperitivo.
Poi ci siamo trasferiti al piano di sotto per mangiare. Il ristorante è di solo pesce, con menù che varia giorno per giorno (almeno credo perchè c'erano solo tre scelte per ogni portata). Comunque sabato scorso si poteva scegliere come antipasto tra un Gran piatto di crudo, un'insalata di polpo, ed un misto di pesce cotto. Io ho preso il crudo e mia moglie l'insalata di polpo. I prezzi degli antipasti ci hanno un po' spaventato (28 € quello che ho preso io!) ma quando ce lo hanno portato mi sono reso conto che avrei potuto mangiare anche solo quello.
Un piattone enorme di pesce crudo, carpaccio di branzino, scampi, cicale di mare e gamberoni. Era la prima volta che assaggiavo il pesce crudo ed avevo un po' di timore ma devo dire che mi è piaciuto molto; già annusando il piatto si ha la sensazione di essere davanti al banco del pesce fresco al mercato, un profumo di mare veramente buono; quando poi si mette in bocca il pesce si ha una sensazione strana: il carpaccio di branzino era squisito, delicato e morbido; i crostacei ottimi anche se la consistenza molliccia della carne fa un po' senso. Comunque il piatto è ricco e basterebbe anche da solo per fare una bella cena. Anche l'insalata di polpo era abbondante, più classico come piatto, comunque buonissima.
Abbiamo saltato a pié pari i primi e per secondi potevamo scegliere tra la Gran padellata, il fritto misto e la zuppa di pesce. Mia moglie ha preso la gran padellata ed io la frittura. Ottime entrambe le scelte ma una menzione speciale la merita la padella che hanno portato a mia moglie. Una padella vera e propria, piena, ma veramente piena, di cozze, vongole e seppie, che anche questa da sola poteva bastare a farci una cena; così come la frittura, una montagna di gamberi, seppie e polpetti, con anche listerelle di verdura, veramente buona.
Il tutto annaffiato da un ottimo bianco siciliano (adoro i bianchi di Sicilia), un Catarratto-Inzolia ricco di profumi e con una sapore fresco e fruttato che ci stava benissimo.
Abbiamo speso 118 €, che non sono pochi, ma considerando la location, le attenzioni ai particolari (cestello per il vino, camerieri gentili e discreti ma presenti, ecc.) ed il fatto che si poteva tranquillamente far cena anche con una sola delle portate a scelta, ci si può tornare senza lasciarci lo stipendio.
Un unico appunto lo faccio alla carta dei vini, non molto ricca, un po' disordinata nella lettura e poco attenta ai vini del sud; però il ricarico sul vino non è eccessivo, la nostra bottiglia andava sui 20 €.
Lo consiglio per una cena super romantica con la moglie, l'amante, l'amica o comunque la persona a cui tenete o su cui volete far colpo.
vacanza
Di sicuro i tre lettori del blog (e sono ottimista) si saranno chiesti dove ero finito, anche se la risposta, essendo agosto, era piuttosto scontata.
Ovviamente sono stato in vacanza.
Ovviamente sono stato in Calabria.
Dico ovviamente perchè ormai è una tappa obbligata, avendo sposato una calabrese, andare a fare un bagno nello Ionio, oltre ovviamente ad un bagno tra i parenti, troppi parenti....
Immagini alla rinfusa che mi porto dietro.... un mare bellissimo, una terra troppo trascurata, gli occhi sempre più spenti della nonna (purtroppo), Mater domini ed i suoi palazzi alla rinfusa, la "centessei", una bella cena da Agostino, in quel di Botricello, il boschetto di Calaghena con le sue zanzare, la traversata in notturna, i soliti perenni cantieri della SA-RC, il caldo di notte, i cannoli del forno pasticceria dove si faceva tappa fissa, le brioche con gelato, l'ingorgo perenne di Catanzaro Lido (una variante no?!?!?), il Maracanà (grazie tante Antonio), Le Fontane, la fiera di San Lorenzo, zio Enrico che sta combattendo una bella battaglia ed i cugini Paola e Michele che ancora non conoscevo, la bellezza e le mille difficoltà di una terra ricca di contraddizioni.
E adesso si ricomincia...
Ovviamente sono stato in vacanza.
Ovviamente sono stato in Calabria.
Dico ovviamente perchè ormai è una tappa obbligata, avendo sposato una calabrese, andare a fare un bagno nello Ionio, oltre ovviamente ad un bagno tra i parenti, troppi parenti....
Immagini alla rinfusa che mi porto dietro.... un mare bellissimo, una terra troppo trascurata, gli occhi sempre più spenti della nonna (purtroppo), Mater domini ed i suoi palazzi alla rinfusa, la "centessei", una bella cena da Agostino, in quel di Botricello, il boschetto di Calaghena con le sue zanzare, la traversata in notturna, i soliti perenni cantieri della SA-RC, il caldo di notte, i cannoli del forno pasticceria dove si faceva tappa fissa, le brioche con gelato, l'ingorgo perenne di Catanzaro Lido (una variante no?!?!?), il Maracanà (grazie tante Antonio), Le Fontane, la fiera di San Lorenzo, zio Enrico che sta combattendo una bella battaglia ed i cugini Paola e Michele che ancora non conoscevo, la bellezza e le mille difficoltà di una terra ricca di contraddizioni.
E adesso si ricomincia...
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