Facendo un po' di pulizia tra i vecchi file del pc è saltato fuori questo piccolo testo, datato settembre 2002, all'alba della rinascita della mia amata Fiorentina.
Copio e incollo par pari:
MAGIE VIOLA
Settembre... domenica...
Una domenica come tante, eppure diversa. La domenica della rinascita.
Sono passati quindici mesi, tristi e difficili, in cui è successo il peggio di tutto; in cui abbiamo toccato il fondo e scavato ancora di più; ma adesso è giunta l'ora di risalire, finalmente è arrivato il momento di rientrare allo stadio.
I rituali di preparazione tornano a ripetersi con la stessa sequenza... jeans, scarpe da ginnastica, maglietta viola, sciarpa annodata al collo, occhiali da sole e cappellino... sono pronto.
La strada è ancora memorizzata nel cervello, il motorino va da solo. Durante il tragitto verso il Campo di Marte un groviglio di pensieri e sensazioni si rincorrono, nello stomaco e nella testa, non riesco a decifrarle. Seguo il fiume di persone che convergono tutte verso un unico punto. Oltrepasso i cancelli come un automa, un occhiata ai gadget, un cartoccio d’acqua, gesti meccanici ripetuti un’infinità di volte.
Poi la magia… mi volto a guardare la curva, la mia curva, già piena, come sempre, più di sempre. Un brivido lungo la schiena, gli occhi che brillano… sono di nuovo lì.
Credevo di aver perso l’entusiasmo del tifoso, ammazzato da un anno e mezzo di soprusi e rospi ingoiati, tribunali e facce da galera, invece lo avevo semplicemente riposto in un angolo... ma era lì, pronto a riemergere.
Ed è riemerso, bello e violento come la prima volta, in un lontano pomeriggio del ’76, il mio battesimo, il mio debutto; un ricordo ingiallito dal tempo… una Opel Kadett giallo oro che sfreccia lungo i viali, in direzione Campo di Marte... un uomo e suo figlio che vanno verso lo stadio, per un rito di iniziazione che si tramanda da una generazione all’altra… non c’è problema per parcheggiare, non ci sono vigili che ti bloccano un chilometro prima, si parcheggia nei viali circostanti, in seconda, terza o quarta fila, non c’è problema… lo stadio che sembra gigantesco, enorme… l’emozione palpabile di quella prima volta che si mescola alla gioia per la doppietta di un ragazzo biondo che gioca guardando le stelle... ricordi…
Sono passati più di venti anni ma l’emozione è ancora fortissima mentre salgo i gradoni e guardo le facce di chi, come me, è ancora lì, di nuovo presente; facce conosciute e facce nuove, riscaldate da un sole che splende alto e fa brillare il prato, quel prato verde che tante ne ha viste, che ha cresciuto tanti ragazzi sotto l’occhio vigile della torre di maratona.
Il prato… la torre… i miei riferimenti, le mie certezze, il mio posto ed il mio “amico dello stadio”. Ci siamo conosciuti qualche anno fa, in un periodo in cui i nostri sogni correvano dietro ad una criniera leonina che ondeggiava al vento e ci ritroviamo dopo un anno e mezzo di forzato esilio, ma non è una coincidenza; entrambi sapevamo, eravamo sicuri che ci saremmo ritrovati al solito posto.
Fuori dallo stadio ci frequentiamo molto di rado, per problemi logistici e soprattutto di distanza ma alla partita ci troviamo sempre insieme, in un sodalizio che dura da anni, in un’amicizia che è nata e cresciuta su quei gradoni, tra vittorie e sconfitte, in casa e in trasferta, Torino, Milano, Praga, Verona, Barcellona, Parma, Londra… Londra… Wembley… il tempio del calcio… siamo in tanti, cinquemila e forse più immortalati in una istantanea che ferma il tempo a quel giorno, a quell’ora, a quel minuto in cui Re Leone sfonda la porta avversaria… ricordi…
Sembra passato un secolo a ripensarci adesso, mentre partono i primi cori, con la voce che torna a confondersi in quel boato, in quei canti ancora impressi nella mente; le mani che accompagnano il ritmo dei tamburi. Il nostro inno cantato a squarciagola mentre i fumogeni velano il cielo terso. E poi sbucano loro, dal sottopassaggio undici ragazzi che sono lo specchio dei trentamila che li guardano, che li incitano e li applaudono, li accompagnano nel loro cammino.
Si comincia… c’è una sola squadra in campo che corre e gioca, gli altri sono solo comparse, vittime sacrificali; la maglia è bianca ma i miei occhi la vedono ancora viola, in attesa che torni ad esserlo davvero.
La guardo rapito, con gli stessi occhi del bambino di tanti anni fa che si faceva dire i nomi dei giocatori dal suo babbo... con gli stessi occhi con cui il ragazzo guardava quel ricciolino dalla faccia furba e dalle ginocchia di cristallo che prendeva palla a centrocampo, puntava dritto la porta, gli avversari come birilli, depositava la palla in rete e veniva a godersi l’applauso della curva... con gli stessi occhi che hanno visto nomi noti e meno noti e che hanno imparato a conoscerli e riconoscerli anche da lontano, solo dal fisico o da una chioma al vento.
Nomi che rimangono e rimarranno impressi nella memoria insieme a quelli, ancora sconosciuti e misteriosi che scendono in campo adesso.
Tra questi c’è un ragazzone con il numero nove sulle spalle, che salta più alto di tutti e di testa la prende sempre lui; e quando, dopo un quarto d’ora, la mette dentro e corre, le braccia al cielo, verso la curva, verso di noi, la gioia è incontenibile, come sempre, più di sempre.
La mente va indietro nel tempo, ad altri ragazzi che ci hanno fatto sognare e che ci hanno portato in alto e per un attimo sembra di esserci ancora… in alto. E forse è proprio così.
Sono passati quindici mesi e finalmente siamo rinati, siamo tornati tutti insieme a fare parte di qualcosa di bello, trascinati da una passione che ci accomuna e ci contraddistingue.
E’ cambiato il palcoscenico e sono cambiati gli attori ma il pubblico no, quello no.
Perché entrando dentro lo stadio provo ancora la stessa sensazione che provavo da bambino, mano nella mano con mio babbo, sento ancora gli stessi brividi che sentivo da ragazzo, ad ogni gol la gioia è immutata, ed è bello tornare a vivere ancora e di nuovo, tutti insieme, le stesse emozioni.
Settembre 2002
Prima domenica della rinascita
Visualizzazione post con etichetta pensieri e parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri e parole. Mostra tutti i post
venerdì 3 settembre 2010
venerdì 13 agosto 2010
storia di ordinaria inefficienza
Ho perso la carta d'identità!!!
Va be', succede.... però è la prima volta che mi capita e non sapevo ciò che mi aspettava.
Ricapitoliamo. Lunedì scorso mi ero segnato sul promemoria che dovevo andare a rinnovare la carta d'identità. La cerco nel portafoglio e non la trovo; allora provo a cercarla a casa, in macchina, in ufficio, nelle tasche dei pantaloni ma niente da fare... è proprio sparita!!
Comunque ieri mattina vado in comune per chiedere se, visto che era scaduta, fosse possibile rifarla anche se non trovavo più l'originale; come mi aspettavo, mi dicono che ci vuole la denuncia dai Carabinieri.
Prendo lo scooter e vado dai Carabinieri; non appena arrivo, mi apre il solerte appuntato che, alla mia domanda, mi risponde: "ma ce l'ha il numero della carta?". La domanda mi coglie un pochino impreparato; come faccio ad avercelo se l'ho persa, mi chiedo tra me e me. Allora il carabiniere mi dice: "vada in comune e se lo faccia dare!". Alla mia faccia un po' scocciata mi spiega che è necessario, che senza numero la denuncia è lacunosa ed è meglio che ci sia per poterla identificare in maniera certa. Ma alzare il telefono e farsela dare direttamente!!!! Troppo difficile...
Ri-prendo il mio scooter e mi reco di nuovo al comune, dove nel frattempo trovo un paio di persone in fila; mi ripresento e chiedo il mio numero di carta.... ma non potevate darmelo prima!!!! urlo, sempre tra me e me, al solerte impiegato. Grazie a dopo.
Ari-prendo il mio scooter e rifaccio il solco verso la stazione CC, risuono il campanello e mi ritrovo, ovviamente, due persone davanti che nel frattempo erano arrivate. Aspetta un buon quarto d'ora perchè la sveltezza non è dote riconosciuta ad un caramba che si rispetti (con tutto il rispetto s'intende); poi tocca a me e sbrigo la mia denuncia, dopo averla riletta almeno tre volte; non si è mai troppo sicuri di ciò che si scrive, vero appuntato??
Comunque, ari-ari-prendo il mio scooter e sul già ben tracciato solco mi dirigo verso il comune; ovviamente al mio arrivo trovo una fila esagerata (ma il 12 agosto non andate in ferie!!!); la fila esagerata consta di 3/4 persone più che sufficienti, per i velocissimi e precisissimi impiegati comunali, a farmi schiacciare un'altra bella mezz'oretta.
Finalmente quando tocca a me riesco a fare la mia nuova carta d'identità con nuova foto (con solita faccia da ebete) e nuovi dati peronali: dopo quarant'anni i miei capelli sono diventati castani!!!! Ma come?? son sempre stati biondi!?!? e meno male che il colore degli occhi me lo ha chiesto... stava per scrivere azzurri!!! Ma che sei daltonico?? sono verdi!!!!
Bha!! Alla fine dei conti ho perso più di un'ora per fare tutta questa tiritera; ma non c'era la semplificazione amministrativa?!?!
Va be', succede.... però è la prima volta che mi capita e non sapevo ciò che mi aspettava.
Ricapitoliamo. Lunedì scorso mi ero segnato sul promemoria che dovevo andare a rinnovare la carta d'identità. La cerco nel portafoglio e non la trovo; allora provo a cercarla a casa, in macchina, in ufficio, nelle tasche dei pantaloni ma niente da fare... è proprio sparita!!
Comunque ieri mattina vado in comune per chiedere se, visto che era scaduta, fosse possibile rifarla anche se non trovavo più l'originale; come mi aspettavo, mi dicono che ci vuole la denuncia dai Carabinieri.
Prendo lo scooter e vado dai Carabinieri; non appena arrivo, mi apre il solerte appuntato che, alla mia domanda, mi risponde: "ma ce l'ha il numero della carta?". La domanda mi coglie un pochino impreparato; come faccio ad avercelo se l'ho persa, mi chiedo tra me e me. Allora il carabiniere mi dice: "vada in comune e se lo faccia dare!". Alla mia faccia un po' scocciata mi spiega che è necessario, che senza numero la denuncia è lacunosa ed è meglio che ci sia per poterla identificare in maniera certa. Ma alzare il telefono e farsela dare direttamente!!!! Troppo difficile...
Ri-prendo il mio scooter e mi reco di nuovo al comune, dove nel frattempo trovo un paio di persone in fila; mi ripresento e chiedo il mio numero di carta.... ma non potevate darmelo prima!!!! urlo, sempre tra me e me, al solerte impiegato. Grazie a dopo.
Ari-prendo il mio scooter e rifaccio il solco verso la stazione CC, risuono il campanello e mi ritrovo, ovviamente, due persone davanti che nel frattempo erano arrivate. Aspetta un buon quarto d'ora perchè la sveltezza non è dote riconosciuta ad un caramba che si rispetti (con tutto il rispetto s'intende); poi tocca a me e sbrigo la mia denuncia, dopo averla riletta almeno tre volte; non si è mai troppo sicuri di ciò che si scrive, vero appuntato??
Comunque, ari-ari-prendo il mio scooter e sul già ben tracciato solco mi dirigo verso il comune; ovviamente al mio arrivo trovo una fila esagerata (ma il 12 agosto non andate in ferie!!!); la fila esagerata consta di 3/4 persone più che sufficienti, per i velocissimi e precisissimi impiegati comunali, a farmi schiacciare un'altra bella mezz'oretta.
Finalmente quando tocca a me riesco a fare la mia nuova carta d'identità con nuova foto (con solita faccia da ebete) e nuovi dati peronali: dopo quarant'anni i miei capelli sono diventati castani!!!! Ma come?? son sempre stati biondi!?!? e meno male che il colore degli occhi me lo ha chiesto... stava per scrivere azzurri!!! Ma che sei daltonico?? sono verdi!!!!
Bha!! Alla fine dei conti ho perso più di un'ora per fare tutta questa tiritera; ma non c'era la semplificazione amministrativa?!?!
lunedì 19 luglio 2010
io speriamo che me la cavo
L'unico titolo che mi viene in mente per raccontare le piccole disavventure che si devono affrontare quando ci si muove nel mare magnum della sanità.... io speriamo che me la cavo!!!!
Andiamo con ordine.
Mercoledì scorso mia moglie cade di bicicletta e si fa male al polso destro; siamo al mare, a Marina di Bibbona, per cui andiamo al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina: coda, lastra, polso rotto, gesso, 35 giorni di prognosi.
Tutto più o meno tranquillo, a parte il dolore e l'incazzatura per la vacanza rovinata. Nota di merito per le inferimiere ed i dottori dell'ospedale, tutti molto carini e gentili.
Ci viene prescritto di fissare una visita di controllo con radiografia per la settimana successiva, per vedere se tutto procede bene e noi, dovendo rientrare a Firenze domenica, cioé ieri, dobbiamo organizzarci per fissare la visita a Firenze.
Giovedì mattina comincia l'odissea.
Cerchiamo il numero del CUP che, per chi non lo sapesse, vuol dire Centro Unico Prenotazioni; numero verde, compongo, attendo e.... la chiamata non può essere inoltrata perchè proviene fuori dalla zona di competenza. Questo vuol dire che se uno si trova momentaneamente lontano dalla sua città non può prenotra enessuna visita tramite il CUP... e vabbè, che vuoi che sia, tanto ce l'avrete un parente, un amico, un conoscente che può farvi il favore!!!!
Detto fatto, diamo incarico alla cognata di telefonare e dopo un paio di minuti ci richiama per confermare l'avvenuta prenotazione...... seeee.... magari!!! Dopo un paio di minuti ci richiama per dirci che il CUP non prenota questo tipo di visite urgenti, che seguono una procedura per proprio conto, e dobbiamo rivolgerci direttamente alla struttura presso cui vogliamo recarci. Ma allora perché lo chiamano Centro "Unico" Prenotazioni??? Lo dovrebbero chiamare CQUP.... centro QUASI unico prenotazioni!!!!
Comunque, visto che siamo a Firenze optiamo per il CTO, struttura considerata di eccellenza e quindi le mani migliori presso cui possiamo metterci; c'è stato pure Valentino!!!!
Si cerca il numero dle CTO e si chiama.... ovviamente con questo caldo trovare una persona che sappia di cosa si parla è un'impresa, comunque, dopo vari passaggi di interno parliamo con un addetto che gentilmente ci spiega che questo tipo di controllo, essendo partito da una ASL, deve proseguire con un'altra ASL (mentre il CTO è un'azienda ospedaliera, almento credo di aver capito così) e le uniche a Firenze che fanno visita ortopedica sono Torregalli e S. Maria Nuova.
E vai alla ricerca dei numeri di telefono dei due ospedali.... (da notare che essendo in una casa in affitto eravamo sprovvisti sia di elenco telefonico che di connessione internet, per cui tutte queste ricerche di numeri telefonici le facevamo via cellulare con la solita cognata di prima).
Si chiama Torregalli e si spiega la situazione ma loro ci forniscono una risposta piuttosto sconcertante: le prenotazioni si posso effettuare solo recandoci di persona presso il loro sportello con l'impegnativa.... hai voglia a spiegargli che la cosa ci resta piuttosto complicata, trovandoci noi a più di cento chilometri di distanza, in quel momento.... la zelante impegata non sente ragioni, o così o così.
Con la testa già a pensare a come poter fare ad andare di persona a prenotare una visita, e lasciare la moglie con il braccio ingessato e la figlia di tre anni al mare, senza farsi montare un'incazzatura bestiale, chiamiamo con un briciolo di speranza l'altro ospedale che ci avevano segnalato, S. Maria Nuova, e finalmente......
Dopo oltre un'ora di telefonate e chiacchiere riusciamo a fissare questa benedetta visita ortopedica.
Benvenuti nel mondo reale..... perché, a chiacchiere, ci raccontano di come tutto funziona meravigliosamente bene!!!
Andiamo con ordine.
Mercoledì scorso mia moglie cade di bicicletta e si fa male al polso destro; siamo al mare, a Marina di Bibbona, per cui andiamo al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina: coda, lastra, polso rotto, gesso, 35 giorni di prognosi.
Tutto più o meno tranquillo, a parte il dolore e l'incazzatura per la vacanza rovinata. Nota di merito per le inferimiere ed i dottori dell'ospedale, tutti molto carini e gentili.
Ci viene prescritto di fissare una visita di controllo con radiografia per la settimana successiva, per vedere se tutto procede bene e noi, dovendo rientrare a Firenze domenica, cioé ieri, dobbiamo organizzarci per fissare la visita a Firenze.
Giovedì mattina comincia l'odissea.
Cerchiamo il numero del CUP che, per chi non lo sapesse, vuol dire Centro Unico Prenotazioni; numero verde, compongo, attendo e.... la chiamata non può essere inoltrata perchè proviene fuori dalla zona di competenza. Questo vuol dire che se uno si trova momentaneamente lontano dalla sua città non può prenotra enessuna visita tramite il CUP... e vabbè, che vuoi che sia, tanto ce l'avrete un parente, un amico, un conoscente che può farvi il favore!!!!
Detto fatto, diamo incarico alla cognata di telefonare e dopo un paio di minuti ci richiama per confermare l'avvenuta prenotazione...... seeee.... magari!!! Dopo un paio di minuti ci richiama per dirci che il CUP non prenota questo tipo di visite urgenti, che seguono una procedura per proprio conto, e dobbiamo rivolgerci direttamente alla struttura presso cui vogliamo recarci. Ma allora perché lo chiamano Centro "Unico" Prenotazioni??? Lo dovrebbero chiamare CQUP.... centro QUASI unico prenotazioni!!!!
Comunque, visto che siamo a Firenze optiamo per il CTO, struttura considerata di eccellenza e quindi le mani migliori presso cui possiamo metterci; c'è stato pure Valentino!!!!
Si cerca il numero dle CTO e si chiama.... ovviamente con questo caldo trovare una persona che sappia di cosa si parla è un'impresa, comunque, dopo vari passaggi di interno parliamo con un addetto che gentilmente ci spiega che questo tipo di controllo, essendo partito da una ASL, deve proseguire con un'altra ASL (mentre il CTO è un'azienda ospedaliera, almento credo di aver capito così) e le uniche a Firenze che fanno visita ortopedica sono Torregalli e S. Maria Nuova.
E vai alla ricerca dei numeri di telefono dei due ospedali.... (da notare che essendo in una casa in affitto eravamo sprovvisti sia di elenco telefonico che di connessione internet, per cui tutte queste ricerche di numeri telefonici le facevamo via cellulare con la solita cognata di prima).
Si chiama Torregalli e si spiega la situazione ma loro ci forniscono una risposta piuttosto sconcertante: le prenotazioni si posso effettuare solo recandoci di persona presso il loro sportello con l'impegnativa.... hai voglia a spiegargli che la cosa ci resta piuttosto complicata, trovandoci noi a più di cento chilometri di distanza, in quel momento.... la zelante impegata non sente ragioni, o così o così.
Con la testa già a pensare a come poter fare ad andare di persona a prenotare una visita, e lasciare la moglie con il braccio ingessato e la figlia di tre anni al mare, senza farsi montare un'incazzatura bestiale, chiamiamo con un briciolo di speranza l'altro ospedale che ci avevano segnalato, S. Maria Nuova, e finalmente......
Dopo oltre un'ora di telefonate e chiacchiere riusciamo a fissare questa benedetta visita ortopedica.
Benvenuti nel mondo reale..... perché, a chiacchiere, ci raccontano di come tutto funziona meravigliosamente bene!!!
giovedì 20 maggio 2010
pepita
Ieri giornata speciale....
Una piccola gattina ha fatto il suo ingresso in casa nostra. Era da un po' di tempo che avevamo voglia di una pallina di pelo che zampettasse per casa. Da quando la nostra Bibi è morta, due anni e mezzo or sono, abbiamo avuto bisogno di qualche tempo per elaborare la cosa e per farci ritornare la voglia di un gatto in casa. Da qualche mese avevamo messo in giro la voce e qualche settimana fa abbiamo avuto notizia di questa gattina, abbandonata dalla sua mamma, che era in fase di svezzamento. La settimana scorsa ci hanno chiamato dicendoci che era pronta per essere presa, sicché ieri siamo andati.
La Laura non sta più nella pelle, vuole accarezzarla, giocarci, ma è presto; la piccola Pepita avrà bisogno di qualche giorno per ambientarsi; adesso è un po' spaurita, non conosce ancora la casa, deve esplorare, capire, annusare; però l'impatto è stato buono, ha mangiato, ha fatto i suoi bisogni, ha giocherellato con i sonagli e si è presa le sue prime coccole.
Ma è così piccina!! Ha solo 45 giorni e si vede che ha sofferto l'abbandono della sua mamma. Però avrà l'amore che si merita.
Eccola.... questa è Pepita.
Una piccola gattina ha fatto il suo ingresso in casa nostra. Era da un po' di tempo che avevamo voglia di una pallina di pelo che zampettasse per casa. Da quando la nostra Bibi è morta, due anni e mezzo or sono, abbiamo avuto bisogno di qualche tempo per elaborare la cosa e per farci ritornare la voglia di un gatto in casa. Da qualche mese avevamo messo in giro la voce e qualche settimana fa abbiamo avuto notizia di questa gattina, abbandonata dalla sua mamma, che era in fase di svezzamento. La settimana scorsa ci hanno chiamato dicendoci che era pronta per essere presa, sicché ieri siamo andati.
La Laura non sta più nella pelle, vuole accarezzarla, giocarci, ma è presto; la piccola Pepita avrà bisogno di qualche giorno per ambientarsi; adesso è un po' spaurita, non conosce ancora la casa, deve esplorare, capire, annusare; però l'impatto è stato buono, ha mangiato, ha fatto i suoi bisogni, ha giocherellato con i sonagli e si è presa le sue prime coccole.
Ma è così piccina!! Ha solo 45 giorni e si vede che ha sofferto l'abbandono della sua mamma. Però avrà l'amore che si merita.Eccola.... questa è Pepita.
martedì 18 maggio 2010
ronnie james dio
Un omaggio doveroso alla grandissima voce di R.J.Dio, che si è spenta ieri a soli 67 anni. Cantante piccolo ma dalla voce portentosa ha fatto parte di gruppi mitici del panorama rock. Dai Rainbow insieme e Ritchie Blackmore, ai Black Sabbath (al posto di Ozzie Osbourne) ha scandito con le sue doti molti anni di hard rock.
lascia un grande vuoto....
lascia un grande vuoto....
giovedì 21 gennaio 2010
fotovoltaico... si, no, forse....
Da qualche mese mi frullava in testa l'idea di installare un impianto fotovoltaico a casa nostra. A dir la verità l'idea era venuta a mio babbo che, come sempre, una ne fa e cento ne pensa.Così mi sono attivato ed ho cominciato ad informarmi scoprendo tutto un mondo poco reclamizzato, e non si capisce bene perchè (o meglio, lo si capisce benissimo il motivo); per esempio mi immagino che poche persone, al di fuori degli operatori di settore, sappiano che è stato istituito un ente, chiamato GSE (Gestore Servizi Energetici) che "acquista" ad un prezzo fisso, per venti anni, l'energia che tu produci, riconoscendoti quindi un incentivo che di fatto va a ripagare, nel giro di una decina di anni, il costo dell'intero impianto; non solo, ma l'energia che tu produci, oltre ad esserti pagata, la puoi usare, gratis, per la normale fornitura domestica, quindi azzeri anche il costo della bolletta, che vuol dire risparmiare qualche centinaio di euro l'anno.
Per questi motivi ci siamo pian piano resi conto che l'investimento era fattibile, senza un esborso economico rilevante ma anzi, alla lunga c'era pure il modo di guadagnarci.
Abbiamo preso contatti con varie ditte che realizzano impianti, ci siamo fatti fare preventivi di spesa e da tutti ricevevamo assicurazione che il Comune non pone particolari veti alla realizzazione degli impianti in quanto, a tutti i livelli istituzionali, dalla Regione fino agli Enti locali più piccoli, si incentiva l'uso di fonti energetiche rinnovabili.
E qui apro una parentesi.
Io vivo all'Antella, in una ex casa colonica situata in prossimità dell'autostrada. La zona è vincolata ai sensi dell'art. 136 lett. d) del D.Lgs. 42/04, in pratica il vecchio vincolo paesaggistico; questo comporta che qualunque autorizzazione o permesso per fare modifiche esterne all'edificio deve avere il nulla osta della Sovrintendenza. Per questo noi chiedevamo a tutte le ditte interpellate assicurazioni in merito.
Insomma, ed è storia di pochi giorni fa, eravamo pronti per affidare l'incarico ad una di queste ditte, ed avviare tutte le pratiche necessarie. Senonché abbiamo avuto lo scrupolo di telefonare all'ufficio tecnico comunale per verificare che non ci fossero brutte sorprese ad attenderci al varco. E come volevasi dimostrare, la brutta sorpresa ci è piombata addosso immediatamente....
"ci dispiace ma nelle zone con il vincolo paesaggistico è esclusa per legge la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici a terra".
Increduli abbiamo chiesto quali fossero gli estremi
Non ci potevo credere, la regione, che tanto si fa bella con documenti che incentivano l'uso di fonti di energia rinnovabile, pone un paletto così grosso su una fetta di territorio consistente che ricade neli vincoli paesaggistico?
Come sempre mi sono documentato ed ho scoperto una cosa davvero esilarante: il vincolo paesaggistico riferito alla zona dove c'è casa mia, risale ad un decreto ministeriale del 1967 che istituisce nella "fascia di territorio laterale dell'autostrada del sole sita nel territorio comunale di ... Bagno a Ripoli" il suddetto vincolo, con la motivaione che "la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, per le più varie formazioni orografiche, agrarie e forestali, unite a ricordi storici, alle espressioni architettoniche dei secoli passati che lasciarono nelle costruzioni ... documenti insostituibili della nostra vita nazionale, forma una serie di quadri naturali di compiuta bellezza godibili dall'intero percorso dell'Autostrada del Sole che l'attraversa".
Ma stiamo scherzando?
E' vero che negli anni sessanta forse era così, dato l'esiguo numero di veicoli che vi transitavano e la bassa velocità che potevano raggiungere le varie 500, 600 o 750 della Fiat; ma oggi? che senso ha mantenere un vincolo lungo l'autostrada dove ormai si sfreccia a 150 km/h?
Forse, visto la facilità di incolonnamenti, è più il tempo nel quale si viaggia a passo d'uomo e quindi si ha tempo di vedere il paesaggio, piuttosto che quello in cui si viaggia regolari; e poi, che senso ha mantenere i vincoli e, nello stesso tempo, costruire barriere anti-rumore ormai lungo quasi tutto il nastro autostradale?
Questi sono i misteri e i paradossi del nostro bel paese...
questa è l'Italia!
Insomma, se siete intenzionati a fare un impianto fotovoltaico, solare o anche eolico controllate prima di tutto di non ricadere in zone sottoposte a vincolo, altrimenti non cominciate nemmeno a pensarci.
N.B. Il Piano paesaggistico è ancora in fase di approvazione, hai visto mai che qualcuno non abbia la buona idea di fare una piccola modifica alle "strategie per il controllo delle trasformazioni".
Vedremo.
giovedì 14 gennaio 2010
Lin Zo Min
Ieri sera ho acceso la tv su Rai 1 verso le 20,30 per vedere la partita di coppa Italia e invece ho avuto la (s)fortuna di imbattermi nella faccia del direttore del tg1 Minzolini proprio nel bel mezzo di quello che lui chiama "editoriale".
Non sono solito guardare i tg alla televisione perchè ormai sono così deprimenti e poco credibili che preferisco evitarli, ma ormai ero lì ed ho voluto ascoltare, per la curiosità di vedere fino a dove può spingersi la faccia tosta di una persona.
Per chi non avesse avuto la mia stessa fortuna riassumo brevemente il contenuto del brillante discorsetto: Craxi è stato un grande statista, persona di alto lignaggio al pari di Papa Giovanni Paolo II (sig!) o Reagan, "costretto" all'esilio da magistrati politicizzati che hanno usato un'inchiesta come Mani pulite (che lui dice non abbia prodotto alcun risultato reale), per rovesciare il buon governo dell'Italia e gettare fango su una classe politica e dirigente che tanto bene aveva fatto fino ad allora.
Siccome sono abbastanza impreciso nella ricostruzione, metto anche il video per riascoltare le sue belle parole
ogni commento mi pare superfluo ma un urlo mi nasce dal profondo.....
MACCHECIPIGLIPERILCULOOOOOOOOO!!!!!!!
Questo soggetto pretende di leggere una vicenda con gli occhi della storia, omettendo di dire che il suddetto Craxi è stato CONDANNATO da un giudice, e non da un pm (perchè il riferimento a Di Pietro quando dice "magistrati scesi nell'agone politico" è abbastanza chiaro) e che sempre il suddetto personaggio non fu l'unico "mandato alla ghigliottina" ma fu senz'altro l'unico che fuggì all'estero, diventando a tutti gli effetti un latitante che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita da nababbo, in una villa da sceicco che non corrisponde certo ad una ghigliottina.
Trovo tutto ciò scandaloso; che un direttore di tg, per di più del tg1, che dovrebbe fornire un servizio pubblico a tutti noi abbonati e pagatori del canone, usi la televisione per diffondere una sua opinione personale (ma sarà davvero la sua opinione personale?), spacciandola per verità illuminante, è devastante per l'informazione, per di più se tale opinione rovescia di fatto la verità e sovverte il sentore comune su un periodo che ha aperto gli occhi e tolto il velo ad un malcostume che perdurava da decenni e che, purtroppo, è ricominciato come e più di prima.
D'altra parte, la domanda sorge spontanea.... ma chi ce l'ha messo?
E la risposta chiarisce tutto!!
Non sono solito guardare i tg alla televisione perchè ormai sono così deprimenti e poco credibili che preferisco evitarli, ma ormai ero lì ed ho voluto ascoltare, per la curiosità di vedere fino a dove può spingersi la faccia tosta di una persona.
Per chi non avesse avuto la mia stessa fortuna riassumo brevemente il contenuto del brillante discorsetto: Craxi è stato un grande statista, persona di alto lignaggio al pari di Papa Giovanni Paolo II (sig!) o Reagan, "costretto" all'esilio da magistrati politicizzati che hanno usato un'inchiesta come Mani pulite (che lui dice non abbia prodotto alcun risultato reale), per rovesciare il buon governo dell'Italia e gettare fango su una classe politica e dirigente che tanto bene aveva fatto fino ad allora.
Siccome sono abbastanza impreciso nella ricostruzione, metto anche il video per riascoltare le sue belle parole
ogni commento mi pare superfluo ma un urlo mi nasce dal profondo.....
MACCHECIPIGLIPERILCULOOOOOOOOO!!!!!!!
Questo soggetto pretende di leggere una vicenda con gli occhi della storia, omettendo di dire che il suddetto Craxi è stato CONDANNATO da un giudice, e non da un pm (perchè il riferimento a Di Pietro quando dice "magistrati scesi nell'agone politico" è abbastanza chiaro) e che sempre il suddetto personaggio non fu l'unico "mandato alla ghigliottina" ma fu senz'altro l'unico che fuggì all'estero, diventando a tutti gli effetti un latitante che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita da nababbo, in una villa da sceicco che non corrisponde certo ad una ghigliottina.
Trovo tutto ciò scandaloso; che un direttore di tg, per di più del tg1, che dovrebbe fornire un servizio pubblico a tutti noi abbonati e pagatori del canone, usi la televisione per diffondere una sua opinione personale (ma sarà davvero la sua opinione personale?), spacciandola per verità illuminante, è devastante per l'informazione, per di più se tale opinione rovescia di fatto la verità e sovverte il sentore comune su un periodo che ha aperto gli occhi e tolto il velo ad un malcostume che perdurava da decenni e che, purtroppo, è ricominciato come e più di prima.
D'altra parte, la domanda sorge spontanea.... ma chi ce l'ha messo?
E la risposta chiarisce tutto!!
giovedì 12 novembre 2009
ma che bella piazza duomo
Ieri, per la prima volta, ho percorso a piedi la piazza del Duomo completamente pedonalizzata ed il primo pensiero che mi è venuto è stato: ma ci voleva tanto!! Seguito subito dopo da un altro pensiero... grazie Sindaco!!
Finalmente, aggiungerei.
Finalmente Firenze è governata da una persona che vuol fare qualcosa per la sua città, che pensa e poi agisce; magari anche sbagliando, e ci sta, ma almeno prova a scuotere la nostra città da quel torpore in cui troppi amministratori ingrigiti l'hanno fatta finire. E lo dico aldilà di ogni connotazione politica.
Comunque, ieri di buon mattino, mi sono gustato questa bella passeggiata, scendendo da Via Ginori, attraverso Borgo San Lorenzo per poi spuntare nella piazza più bella del mondo, senza finalmente doversi più preoccupare del semaforo e dei tremila autobus che ti passano davanti riempiendoti i polmoni dei loro bei gas di scarico.
Ed è bellissimo poter camminare col naso all'insù...
Almeno finchè un simpatico ciclista non ti sfreccia di fianco incurante della zona pedonale!!!
Io non sono contro le biciclette, per carità, non posso andare al lavoro in bici per motivi di distanza (sarebbe un bell'allenamento per fare il tour de france), sennò forse lo farei, però mi da un profondo fastido la maleducazione dei ciclisti, a tutti i livelli; da quelli che la domenica mattina viaggiano come gruppi di pecore sulle strade (invece di disporsi in fila indiana), fino a quelli che in centro si sentono autorizzati a commettere ogni tipo di infrazione solo perchè "loro sono ecologici". E' una cosa che non riesco a sopportare e mi trovo spesso a scontrarmi (verbalmente s'intende) con chi invece si erge a paladino del bene perchè viaggia in bici e non tollera che gli si dica che la zona pedonale è quella in cui ci possono andare solo... i PEDONI. Mi va bene che ci passino anche le bici, non facciamo certo i talebani, ma per lo meno un po' di attenzione a chi cammina sarebbe dovuta.
Pertanto una piccola raccomandazione a quei due/tre lettori-ciclisti che leggessero questo post: andate piano nelle zone pedonali e cercate di essere un tantino più rispettosi del codice della strada.
Finalmente, aggiungerei.
Finalmente Firenze è governata da una persona che vuol fare qualcosa per la sua città, che pensa e poi agisce; magari anche sbagliando, e ci sta, ma almeno prova a scuotere la nostra città da quel torpore in cui troppi amministratori ingrigiti l'hanno fatta finire. E lo dico aldilà di ogni connotazione politica.
Comunque, ieri di buon mattino, mi sono gustato questa bella passeggiata, scendendo da Via Ginori, attraverso Borgo San Lorenzo per poi spuntare nella piazza più bella del mondo, senza finalmente doversi più preoccupare del semaforo e dei tremila autobus che ti passano davanti riempiendoti i polmoni dei loro bei gas di scarico.
Ed è bellissimo poter camminare col naso all'insù...
Almeno finchè un simpatico ciclista non ti sfreccia di fianco incurante della zona pedonale!!!
Io non sono contro le biciclette, per carità, non posso andare al lavoro in bici per motivi di distanza (sarebbe un bell'allenamento per fare il tour de france), sennò forse lo farei, però mi da un profondo fastido la maleducazione dei ciclisti, a tutti i livelli; da quelli che la domenica mattina viaggiano come gruppi di pecore sulle strade (invece di disporsi in fila indiana), fino a quelli che in centro si sentono autorizzati a commettere ogni tipo di infrazione solo perchè "loro sono ecologici". E' una cosa che non riesco a sopportare e mi trovo spesso a scontrarmi (verbalmente s'intende) con chi invece si erge a paladino del bene perchè viaggia in bici e non tollera che gli si dica che la zona pedonale è quella in cui ci possono andare solo... i PEDONI. Mi va bene che ci passino anche le bici, non facciamo certo i talebani, ma per lo meno un po' di attenzione a chi cammina sarebbe dovuta.
Pertanto una piccola raccomandazione a quei due/tre lettori-ciclisti che leggessero questo post: andate piano nelle zone pedonali e cercate di essere un tantino più rispettosi del codice della strada.
Iscriviti a:
Post (Atom)