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giovedì 26 agosto 2010

ma siamo così sicuri?

A volte ci permettiamo dei comportamenti che denotano superiorità, snobismo, arroganza, presunzione, supponenza.... ma siamo così sicuri di potercelo permettere?

Come può una persona sentirsi superiore ad un altra perchè apparentemente più sciolta e disinvolta.... come può snobare il prossima dall'alto di questa sua presunta superiorità.... perché si arroga il diritto di scegliere chi è buono e chi cattivo!?!? Mi da enormemente fastidio la persona presuntuosa, che si crede di essere chissà chi, con quell'aria supponente che sembra dire: posso abbassarmi al suo livello?!?!

Ecco perchè io voglio urlare forte:

"IO STARO' SEMPRE DALLA PARTE DEI DEBOLI!!!"

venerdì 13 agosto 2010

storia di ordinaria inefficienza

Ho perso la carta d'identità!!!

Va be', succede.... però è la prima volta che mi capita e non sapevo ciò che mi aspettava.

Ricapitoliamo. Lunedì scorso mi ero segnato sul promemoria che dovevo andare a rinnovare la carta d'identità. La cerco nel portafoglio e non la trovo; allora provo a cercarla a casa, in macchina, in ufficio, nelle tasche dei pantaloni ma niente da fare... è proprio sparita!!

Comunque ieri mattina vado in comune per chiedere se, visto che era scaduta, fosse possibile rifarla anche se non trovavo più l'originale; come mi aspettavo, mi dicono che ci vuole la denuncia dai Carabinieri.

Prendo lo scooter e vado dai Carabinieri; non appena arrivo, mi apre il solerte appuntato che, alla mia domanda, mi risponde: "ma ce l'ha il numero della carta?". La domanda mi coglie un pochino impreparato; come faccio ad avercelo se l'ho persa, mi chiedo tra me e me. Allora il carabiniere mi dice: "vada in comune e se lo faccia dare!". Alla mia faccia un po' scocciata mi spiega che è necessario, che senza numero la denuncia è lacunosa ed è meglio che ci sia per poterla identificare in maniera certa. Ma alzare il telefono e farsela dare direttamente!!!! Troppo difficile...

Ri-prendo il mio scooter e mi reco di nuovo al comune, dove nel frattempo trovo un paio di persone in fila; mi ripresento e chiedo il mio numero di carta.... ma non potevate darmelo prima!!!! urlo, sempre tra me e me, al solerte impiegato. Grazie a dopo.

Ari-prendo il mio scooter e rifaccio il solco verso la stazione CC, risuono il campanello e mi ritrovo, ovviamente, due persone davanti che nel frattempo erano arrivate. Aspetta un buon quarto d'ora perchè la sveltezza non è dote riconosciuta ad un caramba che si rispetti (con tutto il rispetto s'intende); poi tocca a me e sbrigo la mia denuncia, dopo averla riletta almeno tre volte; non si è mai troppo sicuri di ciò che si scrive, vero appuntato??

Comunque, ari-ari-prendo il mio scooter e sul già ben tracciato solco mi dirigo verso il comune; ovviamente al mio arrivo trovo una fila esagerata (ma il 12 agosto non andate in ferie!!!); la fila esagerata consta di 3/4 persone più che sufficienti, per i velocissimi e precisissimi impiegati comunali, a farmi schiacciare un'altra bella mezz'oretta.

Finalmente quando tocca a me riesco a fare la mia nuova carta d'identità con nuova foto (con solita faccia da ebete) e nuovi dati peronali: dopo quarant'anni i miei capelli sono diventati castani!!!! Ma come?? son sempre stati biondi!?!? e meno male che il colore degli occhi me lo ha chiesto... stava per scrivere azzurri!!! Ma che sei daltonico?? sono verdi!!!!

Bha!! Alla fine dei conti ho perso più di un'ora per fare tutta questa tiritera; ma non c'era la semplificazione amministrativa?!?!

mercoledì 11 agosto 2010

animalisti e dintorni

L'altro giorno sono incappato in una discussione prendendo lo spunto dalla dichiarazione della ministra Brambilla, che ha detto: "in Catalogna hanno abolito le corride, in Italia bisognerebbe abolire il Palio di Siena".
Ebbene, secondo me, una persona, per di più ministro, che fa una dichiarazione del genere dimostra scarsa intelligenza, una buona dose di ignoranza ed una grossissima superficialità.
A questa mia affermazione mi sono sentito rispondere che nel palio vengono maltrattati ed uccisi i cavalli, che vengono fatti correre contro voglia e contro natura. A parte il fatto che non è vero, perché chi consoce un poco il palio sa che il cavallo viene trattato quasi come un re, che è il vero protagonista della piazza, il discorso andrebbe comunque affrontato in maniera più ampia.

Quanto vogliamo bene agli animali?
Perché il nocciolo è questo. Consideriamo l'animale al nostro pari oppure ci poniamo in condizione di superiorità, come è sempre stato e credo che ancora sia?
Poi dovremmo distinguere tra uso, abuso e maltrattamento di animali. L'uso degli animali è nella natura dell'uomo che si è sempre servito di essi per i suoi scopi, per cibarsi, per fare meno fatica o anche per divertirsi. Questo non vuol dire che l'animale debba essere maltrattato.
Ma l'uso e l'abuso che viene fatto degli animali, anche nei luoghi che tutti considerano "regolari", è realmente il meglio che possiamo offrire loro?
Perchè devo sentire gente che sbraita contro il palio e poi va a vedere il circo? Siamo sicuri che nel circo l'animale sia trattato meglio che al palio? Per non parlare poi degli zoo.... lì si che l'animale vive male, costretto in orride gabbie a reprimere i suoi istinti animaleschi ed esposto al ludibrio della gente; però nessuno parla di chiuderli.
E ancora, perché si parla tanto di abolire il palio e poi a Pasqua si pubblicizza di mangiare l'agnello perché fa tradizione? Ma siamo sicuri che l'agnello sia così contento di essere sgozzato e lasciato a dissanguare per mantenere la carne tenera?

Vogliamo fare gli animalisti solo quando ci fa comodo e poi ci mangiamo la nostra bella bistecca senza pensare che la mucca è stata sottoposta ad una vita ed una morte infernale prima di arrivare fino a tavola.
Io non mi reputo un animalista ma sono d'accordo nel discutere e fare proposte serie per cercare di cambiare la vita (e la morte) dei nostri amici animali; ma un ministro della Repubblica non può fare certe uscite solo per farsi pubblicità sapendo che tanto le cose non cambieranno....

ah già, dimenticavo.... noi siamo nella repubblica delle banane e c'abbiamo i ministri che ci meritiamo.

lunedì 19 luglio 2010

innuendo

Finché il sole sarà in cielo e il deserto sarà di sabbia
Finché le onde si agiteranno nei mari e incontreranno la terra
Finché ci sarà vento e stelle e l'arcobaleno
Fino a quando le montagne si sgretoleranno
trasformandosi in pianure
Oh sì, continueremo a provare
a camminare su quel filo sottile
Oh, continueremo a provarci, sì
Mentre passa il nostro tempo

Finché vivremo secondo razza, colore o religione
Finché governeremo con cieca follia e pura avidità
Con le nostre vite dominate da tradizione, superstizione, falsa religione
Per l'eternità, e oltre ancora
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Oh oh, continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi

Attraverso il dolore e attraverso tutta la
nostra grandezza
Non offendetevi per questa mia insinuazione

Si può essere tutto ciò che si vuol essere
basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere
Siate liberi nei movimenti, siate liberi, siate liberi
Arrendetevi al vostro vero io, siate liberi, siate liberi per voi stessi

Se esiste un Dio o un qualsiasi tipo di giustizia sotto questo cielo
Se c'è uno scopo, se esiste una ragione per vivere o morire
Se c'è una risposta alle domande che siamo obbligati a porci
Mostratevi, distruggete le nostre paure, toglietevi la maschera
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Sì, continueremo a sorridere, sì
E quel che sarà sarà
Continueremo a provarci
Continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi



Queste parole le voglio dedicare alla memoria di Paolo Borsellino, ucciso 18 anni fa per mano mafiosa.
Che il suo esempio possa aiutarci ad uscire dall'abisso in cui siamo sprofondati

mercoledì 27 gennaio 2010

giornata della memoria

"La loro vita è breve e il loro numero sterminato; sono loro i sommersi; loro la massa anonima, continuamente rinnovata e sempre identica, dei non-uomini che marciano e faticano in silenzio, spenta in loro la scintilla divina, già troppo vuoti per soffrire veramente. Si esita a chiamarli vivi: si esita a chiamar morte la loro morte, davanti a cui essi non temono perché sono troppo stanchi per comprenderla."
Primo Levi, Se questo è un uomo


Queste parole, tratte dal libro di Primo Levi, sono così significative ed intense da essere attuali anche a distanza di decine di anni.
Una volta raccontavano l'immane tragedia vissuta da milioni di persone, uomini e donne, che qualcuno aveva deciso che non erano degni di vivere.
Oggi ci raccontano di migliaia e migliaia di disperati che scappano dalle loro terre per cercare un futuro migliore.
Non dimenticare ieri vuol dire anche e soprattutto vedere e comprendere l'oggi.

mercoledì 27 maggio 2009

per non dimenticare

Stanotte voglio ricordare....

voglio ricordare quella notte di sedici anni fa, quello squarcio nel cielo, quella ferita nel cuore, quel gesto meschino di chi voleva dimostrare di essere più forte massacrando vigliaccamente delle povere persone innocenti.

Quella sera, era ancora il 26 maggio, me la ricordo bene e se il destino mi avesse voluto male chissà come finiva; ieri come allora, era il mio compleanno, festeggiavo 23 anni ed insieme ai miei amici avevamo deciso di andare in giro per locali, in centro. Mi ricordo molto bene che verso la mezzanotte stavamo ancora passeggiando dalle parti degli Uffizi, ridendo e scherzando come al solito, ignari di tutto ciò che a poche decine di metri qualcuno nell'ombra stava tramando.

Ci sono passato appena un'ora prima del boato... mi vengono i brividi a ripensarci.

Alle 1.04 di quel 27 maggio Firenze conobbe un dolore profondo, un dolore sconosciuto ai più, un dolore ancora più forte perché inaspettato. Io ne venni a conoscenza solo la mattina dopo, accendendo la radio, ma ciò che provai lo ricordo ancora bene, non solo il dolore per le povere vittime, non solo il dolore per lo sfregio alla mia città, ma anche perchè in qualche modo mi sentivo coinvolto in prima persona; quella tragedia mi ha sfiorato, mi è passata vicina senza che me ne accorgessi, per un'ora, solo per un'ora....

martedì 26 maggio 2009

i soliti vigili solerti

Probabilmente in molti l'hanno già letto e scritto ma stamattina sul giornale ho letto che sabato scorso i nostri cari vigili, probabilmente scoglionati perchè in servizio di sabato sera, non hanno trovato niente di meglio da fare che multare il mitico "Charlot", ovvero Ramin Saravi, forse il più famoso artista da strada in giro per Firenze.

Alzi la mano chi non lo ha mai visto almeno una volta esibirsi in Via degli Speziali, che è il suo palcoscenico ormai da una vita.

Probabilmente i nostri solerti vigili, pronti sempre a chiudere un occhio con tutti i venditori abusivi che banchettano per le vie della città con ogni genere di mercanzia, hanno invece provveduto ad elevare una bella multa al povero Ramin solo perchè non aveva messo in bella mostra il suo regolare permesso.
Ecco quel che sono in grado di fare i vigili; dopo aver letto della multa al negoziante che ha pulito il marciapiede davanti al negozio in orario non consentito (perchè chi porta in giro il cane a fare i bisognini senza pulire non viene mai multato?), dopo aver letto che siamo la città italiana con più multe pro capite, addirittura tre per ogni veicolo, dopo aver visto il degrado che aumenta sempre di più, la sporcizia in ogni angolo, il traffico sempre più caotico mi viene spontanea una domanda: ma perché i vigili fanno i forti con i deboli ed i deboli con i forti?

Le multe vengono elargite solo con la presa della targa, senza mai fermare il veicolo, perché? Ma che c'avete paura? Perchè non mi fermate e mi contestate l'infrazione, invece di prendere solo la targa e costringermi anche a pagare le spese di notifica? Se commetto un errore è giusto che paghi la multa ma magari mi risparmio i 14,55 euro di spese di notifica (QUATTORIDICIECINQUANTACINQUE PER SPEDIRE UNA BUSTA??????).

Invece è più facile così, multare senza farsi vedere, magari nascosti dietro un angolo, oppure multare un onesto cittadino che fa il proprio lavoro regolarmente solo che lo fa un pochino più in là del limite; ma la tolleranza ce l'avete solo con chi fa il prepotente?

Con chi sta zitto e paga sapete solo usare il bastone, con chi vi incute timore vi girate dall'altra parte. Bravi, continuate così!

martedì 19 maggio 2009

la storia si ripete sempre

"........... generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali................."


Dalla relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso
degli Stati Uniti sugli immigrati italiani.
Ottobre 1919

venerdì 15 maggio 2009

un'esperienza importante

Fa un certo effetto, dopo quattro giorno di full-immersion, ritornare alla normalità. Sono appena tornato da L'Aquila dove la Regione Toscana è, fin da quel maledetto 6 aprile, in prima fila nella gestione dell'emergenza post-sisma. Noi, come tecnici del Genio Civile, siamo stati chiamati a fare i rilevamenti degli edifici, per verificare e censire i danni e l'agibilità degli stessi.

E' un'esperienza che ti cambia la prospettiva delle giornate. Si lavora senza sosta, dalla mattina presto fino a notte inoltrata e la cosa che meraviglia è la disponibilità con cui tutti scendono per mettersi a disposizione. Non esistono gli scansafatiche, si lavora gomito a gomito e ci si aiuta l'un con l'altro. Si scordano gli orari, le pause caffè, internet e la televisione. Si va a mangiare perchè siamo affamati, si va a dormire perchè abbiamo sonno. Per il resto si lavora.

Da dentro si tocca con mano la tragedia che ha colpito questa gente e si vede con i propri occhi il bello ed il brutto di queste situazioni.

Il bello è la solidarietà della gente, dei volontari che da tutta Italia si sono mobilitati per allestire i campi, fare da mangiare, accudire le persone bisognose, anziani e bambini; il bello è la voglia di collaborare di tutti quanti; il bello è la dignità con cui quella gente ti guarda in faccia; il bello è che la gente ha perso tutto ma riesce a non perdere il sorriso, neanche in questi momenti; il bello è lo spirito di sacrificio con cui si sopportano situazioni che in altri contesti ci vedrebbero tutti quanti sbraitare ed incazzarci; il bello è tutto questo....

Ma c'è anche il brutto!
Il brutto di trenta secondi che hanno devastato paesi interi; il brutto del silenzio irreale che avvolge i paesi, completamente deserti ed abbandonati; il brutto della paura che non ti permette di rientrare in casa tua anche se questa è sicura; il brutto delle continue scosse che fanno tremare i vetri; il brutto della disorganizzazione, che a distanza di 40 giorni non è ancora riuscita a darsi un coordinamento serio ed efficiente; il brutto delle macerie che sono ancora lì dove le ha lasciate il terremoto.

Non ci vuole essere polemica in queste parole ma mi da fastidio sentir parlare di ricostruzione che è partita quando ancora ci sono le macerie ferme lì da più di un mese. Si riempiono la bocca di paroloni, si fanno belli parlando di efficienza della macchina organizzativa e poi quando sei sul posto ti accorgi che l'efficienza è nelle mani di poche e volenterose persone che fanno del loro meglio ma che mancano, molto spesso, della necessaria conoscenza ed esperienza per risolvere determinati tipi di problema.

E allora ci si arrabatta, ci si ingegna, si cerca di dare quel piccolo contributo di esperienza personale che può servire a rimuovere il problema; ma manca il metodo, manca la direttiva ed allora mi ritrovo io, che non sono nessuno, a costituire un gruppo chiamato G.T.S. che dovrà andare in giro a verificare i provvedimenti urgenti per le opere provvisionali (puntellamenti, demolizioni ecc. ecc.) che serviranno per cominciare a riaprire i centri storici. Ma è passato un mese e mezzo!!
Dopo un mese e mezzo non si era ancora formato questo gruppo tecnico, perché?
Non parlo de L'Aquila, io non ci sono stato; probabilmente lì si sono mossi in maniera più veloce perchè è sotto gli occhi dei mass media; ma nei paesini minori è ancora tutto (o quasi) fermo a quel 6 aprile.

Comunque, nel mio piccolo, credo e spero di essere riuscito a dare un contributo e per una volta sono felice che il mio lavoro mi permetta di essere realmente e concretamente utile, in una situazione di emergenza che spero presto trovi sbocco ina una nuova normalità.

Un sincero augurio alle persone che ho conosciuto affinché la loro vita possa presto tornare a scorrere in maniera più tranquilla, con la speranza che nessuno venga lasciato solo, quando sarà passata la fase delle passerelle mediatiche.

giovedì 30 aprile 2009

la pinetina


Qualche settimana fa mi trovai a passare da uno di quei luoghi che fanno parte del tuo passato, della tua vita; uno di quei luoghi che ti hanno visto crescere e che ti porti dentro per tutta la vita.

Con grande dispiacere ho visto che di quel luogo non c'è rimasto più niente; o meglio, quel che si vede in questa foto è solo un vago ricordo di ciò che era quel posto, quello spicchio di verde tra i palazzoni che noi chiamavamo... "La Pinetina".

Un tempo era un piccolo giardino pubblico, non recintato, con tutta la siepe che lo racchiudeva e lo delimitava dalla strada; erba ce n'era poca, più che altro era terra battuta, però c'erano molti più pini, e c'era una sola panchinetta, tutta scassata, senza nemmeno lo schienale.

Però era nostro, o per lo meno noi lo sentivamo come casa nostra. Ci si ritrovava tutti i giorni in quel piccolo fazzoletto di pineta, magari se pioveva ci si andava a riparare al bar Sergio, lì vicino, ma per la maggior parte del tempo si stava lì, a chiacchierare e scherzare in quegli splendidi anni che sono stati la nostra adolescenza.

Tra "pali" e "pacchinaggi" abbiamo trascorso dei bellissimi anni; lì ho dato i miei primi baci e sempre lì ho conosciuto quelli che ancora sono i miei Amici; lì ci ho riso e qualche volta pianto; in quella curva lì, che era il vertice del triangolo ci ho visto più d'uno sdraiarsi in motorino per provare il brivido della piega.

I ricordi si susseguono veloci.... il Pedro che centra col pallone lo specchietto del suo motorino.... il Maranghino che non appena arrivava invece che ciao diceva "ragazzi oggi c'ho mal di testa".... il Ricci che ritrovava sempre il casco infilato nel lampione.... l'Ate che arrivava sempre per ultimo col suo motorino a pile ed il ciuffo bello fonato.... lo zio Ricca che centrò in piena faccia quella lì che manco mi ricordo come si chiamava; e poi ancora... la Sabri e la Daniela allucchettate agli alberi.... l'Innocenti e le sue "bombe".... e lo svizzero che ci voleva denunciare un giorno si e l'altro pure.... la Sabrina che riuscì a beccare in pieno l'unico lampione mentre provava il vespino del Diddo.... il Biagio che si ribaltò col Ciao... il Ciapino col "barrusto alle gingiotto"........

Mamma mia quante ne potrebbero raccontare quegli alberi!

Perchè lo hanno distrutto quel posticino magico??

martedì 7 aprile 2009

ma che domande!!

Non riesco e non riuscirò mai a capire con quale coraggio, con quale faccia, gli pseudo giornalisti televisivi si presentano di fronte ad una persona che ha appena perso tutto, con i capelli ancora coperti dalla polvere dei calcinacci, e con la faccia contrita dal finto dolore gli chiedano: "Come si sente?" oppure "E adesso che farà?"....

Ma come cazzo vuoi che mi senta testa a pinolo rinsecchito!!!!!

Nessuno leggerà questo mio sfogo, figuriamoci quelle brave persone che avrebbero bisogno di tutto tranne che di un coglione che va a fargli domande sceme, sotto la bandiera del diritto di cronaca.
E no caro mio! Questa non è cronaca, questa è strumentalizzazione del dolore, questa è la pratica più meschina che chi opera nella televisione può fare. Di fronte ad una tragedia ci si dovrebbe limitare soltanto a raccontare, attraverso le immagini (perchè bastano le immagini, non servono neanche le parole), il dolore profondo che ha colpito i nostri fratelli, amici, concittadini, compaesani...

Rinnovo ancora il mio pensiero e la mia preghiera alle povere persone che hanno perso qualcosa o qualcuno di caro, con profondo dolore...

notizie utili da facebook

NUMERI TELEFONICI UTILI TERREMOTO ABRUZZO:
  • CERCANO VOLONTARI ADDESTRATI NUMERO 3270499293
  • PER VIVERI, COPERTE MEDICINALI O QUANT'ALTRO POSSA SERVIRE NUMERO 800.860.146 OPPURE 06.68208
  • CHIUNQUE AVESSE UNA STRUTTURA ALBERGHIERA IN ABRUZZO E POTESSE OSPITARE CHIAMARE 0854308309.

lunedì 6 aprile 2009

profondo dolore

Da stamattina sto ascoltando i continui aggiornamenti sul terremoto di stanotte a L'Aquila. Purtroppo, i numeri stanno ormai parlando di una vera e propria tragedia, i morti sono ormai 70, ma potrebbero crescere (speriamo di no), moltissimi i feriti e migliaia di persone senza più una casa.

Una nuova tregedia sismica nel nostro paese, a poco più di sei anni da quella di San Giuliano, in Molise, dove morirono tanti bimbi nel crollo della scuola. I miei ricordi vanno distintamente a quel giorno, così come vanno al lontano terremoto in Irpinia. Tragedie, calamità naturali, eventi imprevedibili si dice; però stavolta c'è una polemica che scuote l'opinione pubblica: un tecnico, il Dott. Giampaolo Giuliani, aveva lanciato l'allarme alcuni giorni fa e sostiene che la scossa di questa notte era prevedibile con i mezzi tecnici in suo possesso. Il suo grido d'allarme è stato inascoltato, anzi è stato denunciato per procurato allarme. Adesso si spera che non si riaccenda il solito gioco dello scarico di responsabilità; se c'è stata una leggerezza da parte di qualcuno si spera che paghi; se l'allarme è stato sottovalutato il responsabile se ne assume la colpa; ci deve essere rispetto per chi ha perso i propri cari, la propria casa e la vita stessa.

Per quel poco che ne so prevedere l'ora ed il luogo in cui si possano sviluppare movimenti sismici è molto difficile, se non impossibile, ed inoltre si rischia di creare uno stato diffuso di panico che potrebbe essere anche pericoloso; però qualsiasi allarme, voce, o semplice previsione andrebbe forse ascoltata con maggiore attenzione e valutata con la necessaria attenzione; forse era questo il caso, o forse no, purtroppo non ce lo diranno mai.
Quel che conta adesso è pensare a chi ha bisogno e, nel piccolo di questo mio blog, posso riportare alcune notizie a scopo divulgativo:

Dal sito de La Repubblica
Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631. Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10. Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V.

Dalla pagina di facebook di Giovanni Galli (per i fiorentini)
Le persone che vorranno donare casse d'acqua e viveri non deteriorabili possono recarsi direttamente presso il comitato (Viale Lavagnini, 24) oppure contattare i numeri telefonici 055/485520 o 333/9591961
per donazioni tramite bonifico bancario:
.Conto Corrente intestato a: Mediafriends
.IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
.Causale: terremoto Abruzzo

una preghiera ed un pensiero a voi.

giovedì 26 marzo 2009

il silenzio che uccide

Ieri sera era una di quelle poche sere in cui varrebbe la pena tenere la televisione accesa. Su Raitre, ospite in una edizione speciale di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, c'era Roberto Saviano, per chi non lo sapesse autore del libro "Gomorra", uno scrittore, anzi, un ragazzo come noi che ha avuto il coraggio di parlare, di raccontare, di denunciare, quello che succede nel suo paese, nella sua regione, nella nostra Italia.

Sono rimasto in silenzio ad ascoltare il suo monologo, affascinato ed allo stesso tempo allibito dal suo racconto. Ho provato un senso di sgomento ad ascoltare quello che tutti dovrebbero raccontarci giornalmente e che invece noi, che viviamo a centinaia di chilometri di distanza, non veniamo mai a sapere. O meglio, sappiamo a grandi linee ma mai nessuno si prende la briga di raccontare la vita di persone normali che muoiono ogni giorno senza motivo; muoiono in silenzio, nel silenzio di chi gli sta intorno, nel silenzio di chi dovrebbe garantirgli un pochina di sicurezza in più, nel silenzio di chi avrebbe il dovere di raccontare le loro storie.

Sono rimasto molto colpito dalla lucidità con cui Saviano ci ha raccontato una realtà quotidiana difficile da sopportare per chi la vive, ancora più difficile per chi prova in qualche modo a contrastarla, che sia un rappresentante delle istituzioni o un semplice cittadino, un parroco o un giovane carabiniere.

La cosa che più impressiona è il silenzio della politica, di quella ad alto livello, che evita accuratamente di affrontare l'argomento. Perché? Perché non vuole? O perchè non può?
Forse semplicemente perchè è più facile così, far finta di niente, lasciare scorrere le cose per il loro verso; non lo so. Non so che dire, dalla mia finestrella posso soltanto esprimere una profonda ammirazione per Roberto Saviano e pubblicare un pezzetto del suo intervento di ieri.

Il silenzio uccide più di un'arma.