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lunedì 27 aprile 2009

regaleali nero d'avola


Ieri ho mangiato un bel filetto alla griglia abbinato con un ottimo Regaleali Nero d'Avola 2007.

E' un vino prodotto dall'Azienda Tasca d'Almerita, interamente con uve "Nero d'Avola", il vitigno siciliano sicuramente più famoso.

Dall'etichetta risulta che il vino viene affinato per 6 mesi in botti di rovere e per tre mesi in bottiglia, raggiungendo una gradazione di 13,5% vol.

All'aspetto risalta la brillantezza del colore, rosso rubino. Aromi fruttati e gusto giustamente tannico.

In bocca lascia una bella sensazione di frutta matura.

Si beve benissimo con tutti i tipi di carne (alla griglia o arrosto), ma io ci abbinerei volentieri anche un bel tagliere di formaggi secchi saporiti, magari anche piccanti.

Un ottimo vino ad un prezzo sicuramente abbordabile. Probabilmente non raggiunge i livelli del suo fratello bianco, ma regge comunque il confronto.

lunedì 6 aprile 2009

tocai friulano collio


Ieri ho pasteggiato con un buon vino bianco: il Tocai Friulano Collio, prodotto dalla cooperativa Cormòns.

Cercando un po' di notizie su internet ho visto che si tratta di un vino con antiche radici, che veniva coltivato nel nord-est italiano fin dal medioevo.

Il Tocai è un vitigno che ha la sua maggior produzione nelle zone del Collio, nel friulano, e ci regala questo ottimo vino di un colore limpido, quasi cristallino, dal sapore asciutto e molto aromatico che si sposa perfettamente con il pesce al forno. A differenza di molti vini bianchi, questo non va bevuto freddo, ma è consigliato ad una temperatura di 12-14° a seconda della stagione.

Riporto dall'etichetta: "L’uva di Tocai Friulano Doc Collio “Rinascimento” viene vinificata dalla Cantina Produttori Cormòns con la tecnica della fermentazione in bianco a temperatura controllata, con procedimenti brevettati che consentono, con la macerazione a freddo, di estrarre intatte le sostanze antiossidanti contenute nelle bucce degli acini e di esaltare al massimo grado profumi e abboccato. Il vino viene quindi affinato in grandi botti ovali di legno di quercia di tre essenze diverse."

Un ottimo vino, che stasera penso di finire, abbinato magari ad una bella frittata di porri freschi o a dello speck...

e ricordate.... bere poco, ma bere bene!!

lunedì 30 marzo 2009

lacrima di morro d'alba

Ieri ho avuto l'occasione di assaggiare un vino che si chiama "Lacrima di Morro d'Alba", prodotto da un'azienda di cui purtroppo non ricordo il nome (la prossima volta starò più attento, giuro!), che si trova a Morro d'Alba, in provincia di Ancona, dove viene coltivato un particolare vitigno, il Lacrima appunto. Si tratta di un vitigno autoctono molto antico, di bacca rosso scura, chiamato così perché la vendemmia viene fatta molto tardi, quando la buccia dell'acino si spacca e comincia a lacrimare gocce del suo succo.

Il vino che ne deriva si presenta di un colore rubino intenso con un forte profumo vinoso, con sentori floreali ed una forte componente tannica. Al gusto è secco, asciutto, con una punta di acidità che gli regala un bell'equilibrio. E' un vino che va bevuto giovane, al massimo tre anni, e non prevede un passaggio nel legno. Infatti quello che ci hanno servito era un 2007, che trova il suo miglior abbinamento con i piatti di carne, tipo la tagliata o l'agnello arrosto, che avevamo noi in tavola...

e ricordate.... bere poco, ma bere bene!

vinitaly 2009



Dal 2 al 6 aprile si svolgerà a Verona la 43^ edizione di Vinitaly, la famosa manifestazione che riunisce la bellezza di 4.200 espositori, italiani e stranieri, che propongono la loro miglior produzione, offrendo una prestigiosa panoramica delle tradizioni enologiche e vitivinicole.

Oltre ai protagonisti del vino si può trovare un grande spazio dedicato a tutto quel che ruota intorno al mondo del vino: degustazioni, food&wine pairing, alta cucina e tanto altro ancora...

Vinitaly rappresenta anche un' opportunità di business notevole; in 5 giorni si svolgono così tanti eventi, dagli workshop alle degustazioni a tema, a quant'altro possa servire a fornire un'occasione di contatto che possa portare allo sviluppo di nuovi affari.

Del resto si sa che, da qualche anno a questa parte, il vino ha assunto un ruolo sempre più importante nella nostra tavola. Il bere non è più finalizzato all'ingestione di qualsiasi cosa che abbia un colore rosso (o giallino) ed una gradazione alcolica ma tanti ragazzi, anche più giovani, si avvicinano con curiosità a quello che c'è dietro l'etichetta. La passione di chi lo produce, incontrandosi con il piacere di chi lo assapora, crea un mix appassionante che ha fatto lievitare tantissimo anche i numerosi corsi di sommelier presenti in tutta Italia.

A Firenze, in particolare, ci sono diverse associazioni che svolgono tale funzione. Dalle più rigorose come l'AIS (Associazione Itliana Sommelier) che svolgono corsi lunghi ed articolati che portano al conseguimento di un vero diploma professionale, alle associazioni tipo "Il Santuccio" che organizzano percorsi meno impegnativi (anche per le tasche) strutturati su tre livelli.

Io, qualche anno fa, ho seguito il primo livello del corso organizzato proprio dal Santuccio; devo dire che mi sono molto divertito, anche perchè ti danno qualche nozione di base per capire di cosa si parla. E' chiaro che per diventare bravi bisogna accumulare una grande esperienza perché, la memoria olfattiva, la si sviluppa nel tempo, imparando a riconoscere i tanti odori che si sprigionano dal calice (il famoso bouquet); perchè è proprio il naso, più che la bocca a darti la conoscenza di ciò che bevi, anche se, a primo impatto, verrebbe da credere al contrario.

Comunque, la manifestazione veronese, è senza dubbio un primo modo di avvicinarsi all'argomento. Di seguito riporto un po' di numeri tratti proprio dal sito di Vinitaly

89.630 mq la superficie netta utilizzata
4.215 espositori di cui 148 esteri
157.177 visitatori di cui 43.524 esteri (+ 16% rispetto all'edizione 2007)
2.054 giornalisti di cui 347 esteri

e ricordate.... bere poco, ma bere bene!