Ho perso la carta d'identità!!!
Va be', succede.... però è la prima volta che mi capita e non sapevo ciò che mi aspettava.
Ricapitoliamo. Lunedì scorso mi ero segnato sul promemoria che dovevo andare a rinnovare la carta d'identità. La cerco nel portafoglio e non la trovo; allora provo a cercarla a casa, in macchina, in ufficio, nelle tasche dei pantaloni ma niente da fare... è proprio sparita!!
Comunque ieri mattina vado in comune per chiedere se, visto che era scaduta, fosse possibile rifarla anche se non trovavo più l'originale; come mi aspettavo, mi dicono che ci vuole la denuncia dai Carabinieri.
Prendo lo scooter e vado dai Carabinieri; non appena arrivo, mi apre il solerte appuntato che, alla mia domanda, mi risponde: "ma ce l'ha il numero della carta?". La domanda mi coglie un pochino impreparato; come faccio ad avercelo se l'ho persa, mi chiedo tra me e me. Allora il carabiniere mi dice: "vada in comune e se lo faccia dare!". Alla mia faccia un po' scocciata mi spiega che è necessario, che senza numero la denuncia è lacunosa ed è meglio che ci sia per poterla identificare in maniera certa. Ma alzare il telefono e farsela dare direttamente!!!! Troppo difficile...
Ri-prendo il mio scooter e mi reco di nuovo al comune, dove nel frattempo trovo un paio di persone in fila; mi ripresento e chiedo il mio numero di carta.... ma non potevate darmelo prima!!!! urlo, sempre tra me e me, al solerte impiegato. Grazie a dopo.
Ari-prendo il mio scooter e rifaccio il solco verso la stazione CC, risuono il campanello e mi ritrovo, ovviamente, due persone davanti che nel frattempo erano arrivate. Aspetta un buon quarto d'ora perchè la sveltezza non è dote riconosciuta ad un caramba che si rispetti (con tutto il rispetto s'intende); poi tocca a me e sbrigo la mia denuncia, dopo averla riletta almeno tre volte; non si è mai troppo sicuri di ciò che si scrive, vero appuntato??
Comunque, ari-ari-prendo il mio scooter e sul già ben tracciato solco mi dirigo verso il comune; ovviamente al mio arrivo trovo una fila esagerata (ma il 12 agosto non andate in ferie!!!); la fila esagerata consta di 3/4 persone più che sufficienti, per i velocissimi e precisissimi impiegati comunali, a farmi schiacciare un'altra bella mezz'oretta.
Finalmente quando tocca a me riesco a fare la mia nuova carta d'identità con nuova foto (con solita faccia da ebete) e nuovi dati peronali: dopo quarant'anni i miei capelli sono diventati castani!!!! Ma come?? son sempre stati biondi!?!? e meno male che il colore degli occhi me lo ha chiesto... stava per scrivere azzurri!!! Ma che sei daltonico?? sono verdi!!!!
Bha!! Alla fine dei conti ho perso più di un'ora per fare tutta questa tiritera; ma non c'era la semplificazione amministrativa?!?!
venerdì 13 agosto 2010
mercoledì 11 agosto 2010
animalisti e dintorni
L'altro giorno sono incappato in una discussione prendendo lo spunto dalla dichiarazione della ministra Brambilla, che ha detto: "in Catalogna hanno abolito le corride, in Italia bisognerebbe abolire il Palio di Siena".
Ebbene, secondo me, una persona, per di più ministro, che fa una dichiarazione del genere dimostra scarsa intelligenza, una buona dose di ignoranza ed una grossissima superficialità.
A questa mia affermazione mi sono sentito rispondere che nel palio vengono maltrattati ed uccisi i cavalli, che vengono fatti correre contro voglia e contro natura. A parte il fatto che non è vero, perché chi consoce un poco il palio sa che il cavallo viene trattato quasi come un re, che è il vero protagonista della piazza, il discorso andrebbe comunque affrontato in maniera più ampia.
Quanto vogliamo bene agli animali?
Perché il nocciolo è questo. Consideriamo l'animale al nostro pari oppure ci poniamo in condizione di superiorità, come è sempre stato e credo che ancora sia?
Poi dovremmo distinguere tra uso, abuso e maltrattamento di animali. L'uso degli animali è nella natura dell'uomo che si è sempre servito di essi per i suoi scopi, per cibarsi, per fare meno fatica o anche per divertirsi. Questo non vuol dire che l'animale debba essere maltrattato.
Ma l'uso e l'abuso che viene fatto degli animali, anche nei luoghi che tutti considerano "regolari", è realmente il meglio che possiamo offrire loro?
Perchè devo sentire gente che sbraita contro il palio e poi va a vedere il circo? Siamo sicuri che nel circo l'animale sia trattato meglio che al palio? Per non parlare poi degli zoo.... lì si che l'animale vive male, costretto in orride gabbie a reprimere i suoi istinti animaleschi ed esposto al ludibrio della gente; però nessuno parla di chiuderli.
E ancora, perché si parla tanto di abolire il palio e poi a Pasqua si pubblicizza di mangiare l'agnello perché fa tradizione? Ma siamo sicuri che l'agnello sia così contento di essere sgozzato e lasciato a dissanguare per mantenere la carne tenera?
Vogliamo fare gli animalisti solo quando ci fa comodo e poi ci mangiamo la nostra bella bistecca senza pensare che la mucca è stata sottoposta ad una vita ed una morte infernale prima di arrivare fino a tavola.
Io non mi reputo un animalista ma sono d'accordo nel discutere e fare proposte serie per cercare di cambiare la vita (e la morte) dei nostri amici animali; ma un ministro della Repubblica non può fare certe uscite solo per farsi pubblicità sapendo che tanto le cose non cambieranno....
ah già, dimenticavo.... noi siamo nella repubblica delle banane e c'abbiamo i ministri che ci meritiamo.
Ebbene, secondo me, una persona, per di più ministro, che fa una dichiarazione del genere dimostra scarsa intelligenza, una buona dose di ignoranza ed una grossissima superficialità.
A questa mia affermazione mi sono sentito rispondere che nel palio vengono maltrattati ed uccisi i cavalli, che vengono fatti correre contro voglia e contro natura. A parte il fatto che non è vero, perché chi consoce un poco il palio sa che il cavallo viene trattato quasi come un re, che è il vero protagonista della piazza, il discorso andrebbe comunque affrontato in maniera più ampia.
Quanto vogliamo bene agli animali?
Perché il nocciolo è questo. Consideriamo l'animale al nostro pari oppure ci poniamo in condizione di superiorità, come è sempre stato e credo che ancora sia?
Poi dovremmo distinguere tra uso, abuso e maltrattamento di animali. L'uso degli animali è nella natura dell'uomo che si è sempre servito di essi per i suoi scopi, per cibarsi, per fare meno fatica o anche per divertirsi. Questo non vuol dire che l'animale debba essere maltrattato.
Ma l'uso e l'abuso che viene fatto degli animali, anche nei luoghi che tutti considerano "regolari", è realmente il meglio che possiamo offrire loro?
Perchè devo sentire gente che sbraita contro il palio e poi va a vedere il circo? Siamo sicuri che nel circo l'animale sia trattato meglio che al palio? Per non parlare poi degli zoo.... lì si che l'animale vive male, costretto in orride gabbie a reprimere i suoi istinti animaleschi ed esposto al ludibrio della gente; però nessuno parla di chiuderli.
E ancora, perché si parla tanto di abolire il palio e poi a Pasqua si pubblicizza di mangiare l'agnello perché fa tradizione? Ma siamo sicuri che l'agnello sia così contento di essere sgozzato e lasciato a dissanguare per mantenere la carne tenera?
Vogliamo fare gli animalisti solo quando ci fa comodo e poi ci mangiamo la nostra bella bistecca senza pensare che la mucca è stata sottoposta ad una vita ed una morte infernale prima di arrivare fino a tavola.
Io non mi reputo un animalista ma sono d'accordo nel discutere e fare proposte serie per cercare di cambiare la vita (e la morte) dei nostri amici animali; ma un ministro della Repubblica non può fare certe uscite solo per farsi pubblicità sapendo che tanto le cose non cambieranno....
ah già, dimenticavo.... noi siamo nella repubblica delle banane e c'abbiamo i ministri che ci meritiamo.
martedì 10 agosto 2010
piazzale michelangelo
Oggi pomeriggio, tornando a casa, sono passato dal piazzale Michelangelo: che meraviglia!!
Tutte le volte che ci passo non posso fare a meno di soffermarmi su quella che è la terrazza più bella del mondo e guardare la meraviglia che i nostri avi ci hanno lasciato sotto gli occhi.
Però mi dispiace che il piazzale sia solo una spianata di asfalto piena di macchine e pulman parcheggiati.... non sarebbe molto più bello se invece si creasse un parcheggio sotto il piano stradale, libero e aperto a tutti, e sopra si facessero aiuole, alberi e percorsi ombreggiati con chioschetti di gelatai, tavolini e panchine che ti permetterebbero di guardare la nostra città dall'alto senza dover per forza prenderti un'insolazione.
L'idea sarebbe di abbassare il piano stradale di 3 metri, partendo dalla stradina che va verso San Miniato fino alla stradina che va su al "bologna" (si chiama ancora così la pista di pattinaggio?); però lasciarla a cielo aperto, con tre o quattro passerelle che collegherebbero i due lati della strada. Dove c'è l'attuale parcheggio, scavare sempre di tre metri e coprirlo solo in parte, in modo che non abbia bisogno di condotti di areazione forzata; al piano stradale si potrebbero fare delle aiuole attrezzate, con chioschi e tavolini liberi dove potersi sedere liberamente a sorseggiare una bibita fresca.
Che bello sarebbe.... speriamo che quest'idea possa capitare nelle mani giuste e magari essere attuata.
Tutte le volte che ci passo non posso fare a meno di soffermarmi su quella che è la terrazza più bella del mondo e guardare la meraviglia che i nostri avi ci hanno lasciato sotto gli occhi.
Però mi dispiace che il piazzale sia solo una spianata di asfalto piena di macchine e pulman parcheggiati.... non sarebbe molto più bello se invece si creasse un parcheggio sotto il piano stradale, libero e aperto a tutti, e sopra si facessero aiuole, alberi e percorsi ombreggiati con chioschetti di gelatai, tavolini e panchine che ti permetterebbero di guardare la nostra città dall'alto senza dover per forza prenderti un'insolazione.
L'idea sarebbe di abbassare il piano stradale di 3 metri, partendo dalla stradina che va verso San Miniato fino alla stradina che va su al "bologna" (si chiama ancora così la pista di pattinaggio?); però lasciarla a cielo aperto, con tre o quattro passerelle che collegherebbero i due lati della strada. Dove c'è l'attuale parcheggio, scavare sempre di tre metri e coprirlo solo in parte, in modo che non abbia bisogno di condotti di areazione forzata; al piano stradale si potrebbero fare delle aiuole attrezzate, con chioschi e tavolini liberi dove potersi sedere liberamente a sorseggiare una bibita fresca.
Che bello sarebbe.... speriamo che quest'idea possa capitare nelle mani giuste e magari essere attuata.
lunedì 9 agosto 2010
spariscono le buche.... e non solo quelle!!
Ragazzi, forse è una mia impressione ma mi sembra che da qualche tempo a questa parte, in tutta Firenze, stiano fiorendo cantieri di riasfaltatura strade!!! Finalmente direi....
Pare proprio che il buon Renzi stia tenendo fede ad una delle tante promesse fatte e, dopo un annetto di proclami più o meno roboanti, sta mettendo in pratica tante piccole cosette che riallietano lo spirito, in particolare di noi scooteristi, che con tutte quelle buche pareva di fare la Parigi-Dakar.

E poi la perla delle perle.... stamattina alla stazione si sono aperti i cantieri per la demolizione dell'orribile pensilina costruita per i mondiali del 1990 su progetto dell'Arch. Toraldo di Francia. Aldilà della bruttezza dell'opera e del suo scarso inserimento nel contesto, non è mai servita a niente, se non a far da rifugio ai barboni ed a raccogliere ogni genere di sporcizia.
Finalmente si è avuto il coraggio di cancellare un errore grandissimo, con la speranza che il progetto di quella che è una delle principali porte per chi arriva in città, rispetti gli spazi e l'architettura intorno.
La mia piccola idea sarebbe quella di buttare tutto ciò che passa sopra al di sotto del piano stradale, ma forse è troppo ardita!!
Pare proprio che il buon Renzi stia tenendo fede ad una delle tante promesse fatte e, dopo un annetto di proclami più o meno roboanti, sta mettendo in pratica tante piccole cosette che riallietano lo spirito, in particolare di noi scooteristi, che con tutte quelle buche pareva di fare la Parigi-Dakar.

E poi la perla delle perle.... stamattina alla stazione si sono aperti i cantieri per la demolizione dell'orribile pensilina costruita per i mondiali del 1990 su progetto dell'Arch. Toraldo di Francia. Aldilà della bruttezza dell'opera e del suo scarso inserimento nel contesto, non è mai servita a niente, se non a far da rifugio ai barboni ed a raccogliere ogni genere di sporcizia.
Finalmente si è avuto il coraggio di cancellare un errore grandissimo, con la speranza che il progetto di quella che è una delle principali porte per chi arriva in città, rispetti gli spazi e l'architettura intorno.
La mia piccola idea sarebbe quella di buttare tutto ciò che passa sopra al di sotto del piano stradale, ma forse è troppo ardita!!
venerdì 6 agosto 2010
regina margherita
L'altro ieri eravamo piacevolmenti immersi nei giardini dell'Anconella, con la bimba che scorrazzava tra gonfiabili e scivoli vari, ed io la mia signora che ci godevamo la piacevole brezzolina del tardo poemeriggio fiorentino.
Siccome si stava facendo tardi e non avevamo voglia di tornare a casa, cucinare e sfaccendare abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza.
Nel pensare a qualcosa di abbastanza vicino e, possibilmente buono, mi è venuto in mente di aver visto (e letto) di un ristorante-pizzeria, il Regina Margherita, che si trova in fondo al viale Europa, dopo la rotatoria per Bagno a Ripoli, all'inizio della strada provinciale per Vallina e Rosano.

Sulla sinistra, arrivando da Firenze, c'è una vecchia colonica ristrutturata e prima c'è un accesso sterrato al parcheggio. Purtroppo non è ben segnalato l'accesso al parcheggio per cui andate piano.
Il posto è carino, nel periodo estivo hanno disposto i tavoli nella corte interna; il complesso è ristrutturato di recente, da fuori sembra anche con gusto, mentre dentro non sono entrato. Appena messi a sedere ci hanno portato un drink di aperitivo, gesto carino, magari sarebbe stato ancora meglio se ci avessero servito anche due noccioline e/o patatine per accompagnare il drink, ma tant'è....
Il menù è improntato a piatti classici, di terra soprattutto ma c'è anche qualcosa di mare; poi voltiamo pagina e leggiamo.... pizzeria napoletana!!! A me si sono illuminati gli occhi e l'appetito si è ingigantito; ancora fresco della pizza buonissima di settimana scorsa al Vico del Carmine (leggi qui), non mi pareva vero di potermi mangiare di nuovo una vera pizza.
Noto subito che i prezzi sono onesti, dai 5 ai 7,50 euri per le varie pizze: noi prendiamo una tonno e cipolle, una margherita ed una regina margherita per me (con bufala).
Siccome eravamo i primi clienti le pizze arrivano in cinque minuti; l'aspetto è invitante, bordo alto, profumo squisito; anche il sapore è molto buono e la pasta è croccante ed asciutta (anche con la bufala che fa molta acqua). Le dimensioni non sono eccezionali, quasi non riempiono neanche il piatto ma sono molto buone.
Forse sono un pochino più pesanti rispetto a quelle di Vico del Carmine, infatti ci siamo alzati un po' più pieni; mia moglie non è riuscita neanche a finirla.
A fine cena ci hanno portato, offerti dalla casa, limoncello, grappa e amaro; un altro piccolo pensiero (dopo quello dell'aperitivo) molto gradito.
Il conto di 30 € è onesto per tre pizze, acqua e birra. Molto contento della scelta. Ci tornerò!
Siccome si stava facendo tardi e non avevamo voglia di tornare a casa, cucinare e sfaccendare abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza.
Nel pensare a qualcosa di abbastanza vicino e, possibilmente buono, mi è venuto in mente di aver visto (e letto) di un ristorante-pizzeria, il Regina Margherita, che si trova in fondo al viale Europa, dopo la rotatoria per Bagno a Ripoli, all'inizio della strada provinciale per Vallina e Rosano.
Sulla sinistra, arrivando da Firenze, c'è una vecchia colonica ristrutturata e prima c'è un accesso sterrato al parcheggio. Purtroppo non è ben segnalato l'accesso al parcheggio per cui andate piano.
Il posto è carino, nel periodo estivo hanno disposto i tavoli nella corte interna; il complesso è ristrutturato di recente, da fuori sembra anche con gusto, mentre dentro non sono entrato. Appena messi a sedere ci hanno portato un drink di aperitivo, gesto carino, magari sarebbe stato ancora meglio se ci avessero servito anche due noccioline e/o patatine per accompagnare il drink, ma tant'è....
Il menù è improntato a piatti classici, di terra soprattutto ma c'è anche qualcosa di mare; poi voltiamo pagina e leggiamo.... pizzeria napoletana!!! A me si sono illuminati gli occhi e l'appetito si è ingigantito; ancora fresco della pizza buonissima di settimana scorsa al Vico del Carmine (leggi qui), non mi pareva vero di potermi mangiare di nuovo una vera pizza.
Noto subito che i prezzi sono onesti, dai 5 ai 7,50 euri per le varie pizze: noi prendiamo una tonno e cipolle, una margherita ed una regina margherita per me (con bufala).
Siccome eravamo i primi clienti le pizze arrivano in cinque minuti; l'aspetto è invitante, bordo alto, profumo squisito; anche il sapore è molto buono e la pasta è croccante ed asciutta (anche con la bufala che fa molta acqua). Le dimensioni non sono eccezionali, quasi non riempiono neanche il piatto ma sono molto buone.
Forse sono un pochino più pesanti rispetto a quelle di Vico del Carmine, infatti ci siamo alzati un po' più pieni; mia moglie non è riuscita neanche a finirla.
A fine cena ci hanno portato, offerti dalla casa, limoncello, grappa e amaro; un altro piccolo pensiero (dopo quello dell'aperitivo) molto gradito.
Il conto di 30 € è onesto per tre pizze, acqua e birra. Molto contento della scelta. Ci tornerò!
venerdì 30 luglio 2010
vico del carmine
Ieri sera ho mangiato la Pizza.... quella con la P maiuscola, la vera pizza!!! Siamo andati a mangiare al "Vico del Carmine", in Via Pisana 40/r, zona San Frediano.
Il locale è praticamente una trasposizione di un vicoletto di Napoli, con tanto di panni stesi e balconcini, molto caratteristico.
Il menù è a base di pesce, per lo più, ma noi eravamo lì per la pizza. E devo dire che non siamo rimasti delusi per niente: la pizza è veramente ottima!! Cotta a puntino, crosta alta e croccante (solo sul finire prende un pochino di gommosità, ma appena appena), centro più sottile e ben asciutto e condimento saporito ma non esagerato. Insomma la pizza come Dio comanda, cosa piuttosto rara a Firenze. Abbiamo preso le classiche: margherita, napoli, margherita con bufala e capricciosa e tutte erano ottime.
Poi volevamo finire col dessert; peccato che tra i dolci mancasse la pastiera, che purtroppo ieri non avevano preparato. Comunque ho preso un dolce di ricotta al cioccolato molto buono mentre il babà al rhum che ha preso mia moglie non era buono; non so se dipendeva dal babà o dal rhum di scarsa qualità ma il risultato era un impasto stopposo ed un sapore del liquore che pareva quasi annacquato.... è rimasto tutto nel piatto. Abbastanza buono il tiramisù, anche se era fatto con base di pan di spagna che, sinceramente, non mi pare proprio il massimo.
Abbiamo speso 78 €, cifra equa per 4 pizze, 4 birre e 4 dolci. Le pizze costano mediamente sugli 8 euro, mentre mi pare un po' caro se ci si orienta sui primi e sui secondi di pesce. Però per la pizza lo consiglio assolutamente.
Il servizio è stato veloce e cortese, l'unico appunto è che non ci hanno fatto lo scontrino fiscale (me ne sono accorto quando siamo usciti che quello che ci avevano rilasciato era uno scontrino non fiscale).
Il locale è praticamente una trasposizione di un vicoletto di Napoli, con tanto di panni stesi e balconcini, molto caratteristico.
Il menù è a base di pesce, per lo più, ma noi eravamo lì per la pizza. E devo dire che non siamo rimasti delusi per niente: la pizza è veramente ottima!! Cotta a puntino, crosta alta e croccante (solo sul finire prende un pochino di gommosità, ma appena appena), centro più sottile e ben asciutto e condimento saporito ma non esagerato. Insomma la pizza come Dio comanda, cosa piuttosto rara a Firenze. Abbiamo preso le classiche: margherita, napoli, margherita con bufala e capricciosa e tutte erano ottime.
Poi volevamo finire col dessert; peccato che tra i dolci mancasse la pastiera, che purtroppo ieri non avevano preparato. Comunque ho preso un dolce di ricotta al cioccolato molto buono mentre il babà al rhum che ha preso mia moglie non era buono; non so se dipendeva dal babà o dal rhum di scarsa qualità ma il risultato era un impasto stopposo ed un sapore del liquore che pareva quasi annacquato.... è rimasto tutto nel piatto. Abbastanza buono il tiramisù, anche se era fatto con base di pan di spagna che, sinceramente, non mi pare proprio il massimo.
Abbiamo speso 78 €, cifra equa per 4 pizze, 4 birre e 4 dolci. Le pizze costano mediamente sugli 8 euro, mentre mi pare un po' caro se ci si orienta sui primi e sui secondi di pesce. Però per la pizza lo consiglio assolutamente.
Il servizio è stato veloce e cortese, l'unico appunto è che non ci hanno fatto lo scontrino fiscale (me ne sono accorto quando siamo usciti che quello che ci avevano rilasciato era uno scontrino non fiscale).
martedì 20 luglio 2010
il capriccio
Oggi ho mangiato uno dei gelati più buoni di tutta Firenze. La gelateria Il Capriccio, in via Cento Stelle n. 5

Luciano e Barbara, gestiscono questo locale da qualche anno e sono stati capaci di farsi largo in un quartiere ricco di concorrenza, puntando sulla qualità delle materie prime e su alcune sfiziose delizie che si mostrano nella vetrina d'ingresso. Hanno saputo inoltre puntare su uno dei gusti più classici tra i classici del gelato: il cioccolato!!
Luciano e Barbara, gestiscono questo locale da qualche anno e sono stati capaci di farsi largo in un quartiere ricco di concorrenza, puntando sulla qualità delle materie prime e su alcune sfiziose delizie che si mostrano nella vetrina d'ingresso. Hanno saputo inoltre puntare su uno dei gusti più classici tra i classici del gelato: il cioccolato!!
Cioccolato fondente, cioccolato all'arancia, cioccolato dell'Equador, sono alcune delle varianti proposte e tutte quante meritano un piccolo assaggio.
Il gelato ha la giusta cremosità, non è ghiacciato ed il gusto ti resta in bocca ma senza stuccare; non ti fa venir sete insomma, come molto spesso succede se il gelato è troppo dolce.
Invece dopo che finisci il tuo bel cono ti resta il piacere e la sensazione del fresco gelato.
I gusti variano dai più classici, ai fruttati, con in più alcune novità come l'inglesino, crema arricchita da 100 erbe aromatiche (come mi ha spiegato Barbara) con scaglie di cioccolata.
Io non lo conoscevo e ci sono andato solo perchè conosco Barbara da un sacco di anni e mi pento di aver aspettato così tanto ad andare a trovarla. Adesso che l'ho provato sono sicuro che se passo da quelle parti la voglia di gelato saprò bene come togliermela.
Consiglio spassionato.... andateci!!!!
lunedì 19 luglio 2010
innuendo
Finché il sole sarà in cielo e il deserto sarà di sabbia
Finché le onde si agiteranno nei mari e incontreranno la terra
Finché ci sarà vento e stelle e l'arcobaleno
Fino a quando le montagne si sgretoleranno
trasformandosi in pianure
Oh sì, continueremo a provare
a camminare su quel filo sottile
Oh, continueremo a provarci, sì
Mentre passa il nostro tempo
Finché vivremo secondo razza, colore o religione
Finché governeremo con cieca follia e pura avidità
Con le nostre vite dominate da tradizione, superstizione, falsa religione
Per l'eternità, e oltre ancora
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Oh oh, continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Attraverso il dolore e attraverso tutta la
nostra grandezza
Non offendetevi per questa mia insinuazione
Si può essere tutto ciò che si vuol essere
basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere
Siate liberi nei movimenti, siate liberi, siate liberi
Arrendetevi al vostro vero io, siate liberi, siate liberi per voi stessi
Se esiste un Dio o un qualsiasi tipo di giustizia sotto questo cielo
Se c'è uno scopo, se esiste una ragione per vivere o morire
Se c'è una risposta alle domande che siamo obbligati a porci
Mostratevi, distruggete le nostre paure, toglietevi la maschera
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Sì, continueremo a sorridere, sì
E quel che sarà sarà
Continueremo a provarci
Continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Queste parole le voglio dedicare alla memoria di Paolo Borsellino, ucciso 18 anni fa per mano mafiosa.
Che il suo esempio possa aiutarci ad uscire dall'abisso in cui siamo sprofondati
Finché le onde si agiteranno nei mari e incontreranno la terra
Finché ci sarà vento e stelle e l'arcobaleno
Fino a quando le montagne si sgretoleranno
trasformandosi in pianure
Oh sì, continueremo a provare
a camminare su quel filo sottile
Oh, continueremo a provarci, sì
Mentre passa il nostro tempo
Finché vivremo secondo razza, colore o religione
Finché governeremo con cieca follia e pura avidità
Con le nostre vite dominate da tradizione, superstizione, falsa religione
Per l'eternità, e oltre ancora
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Oh oh, continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Attraverso il dolore e attraverso tutta la
nostra grandezza
Non offendetevi per questa mia insinuazione
Si può essere tutto ciò che si vuol essere
basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere
Siate liberi nei movimenti, siate liberi, siate liberi
Arrendetevi al vostro vero io, siate liberi, siate liberi per voi stessi
Se esiste un Dio o un qualsiasi tipo di giustizia sotto questo cielo
Se c'è uno scopo, se esiste una ragione per vivere o morire
Se c'è una risposta alle domande che siamo obbligati a porci
Mostratevi, distruggete le nostre paure, toglietevi la maschera
Oh sì, continueremo a provarci
a camminare su quel filo sottile
Sì, continueremo a sorridere, sì
E quel che sarà sarà
Continueremo a provarci
Continueremo a provarci
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Fino alla fine dei tempi
Queste parole le voglio dedicare alla memoria di Paolo Borsellino, ucciso 18 anni fa per mano mafiosa.
Che il suo esempio possa aiutarci ad uscire dall'abisso in cui siamo sprofondati
io speriamo che me la cavo
L'unico titolo che mi viene in mente per raccontare le piccole disavventure che si devono affrontare quando ci si muove nel mare magnum della sanità.... io speriamo che me la cavo!!!!
Andiamo con ordine.
Mercoledì scorso mia moglie cade di bicicletta e si fa male al polso destro; siamo al mare, a Marina di Bibbona, per cui andiamo al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina: coda, lastra, polso rotto, gesso, 35 giorni di prognosi.
Tutto più o meno tranquillo, a parte il dolore e l'incazzatura per la vacanza rovinata. Nota di merito per le inferimiere ed i dottori dell'ospedale, tutti molto carini e gentili.
Ci viene prescritto di fissare una visita di controllo con radiografia per la settimana successiva, per vedere se tutto procede bene e noi, dovendo rientrare a Firenze domenica, cioé ieri, dobbiamo organizzarci per fissare la visita a Firenze.
Giovedì mattina comincia l'odissea.
Cerchiamo il numero del CUP che, per chi non lo sapesse, vuol dire Centro Unico Prenotazioni; numero verde, compongo, attendo e.... la chiamata non può essere inoltrata perchè proviene fuori dalla zona di competenza. Questo vuol dire che se uno si trova momentaneamente lontano dalla sua città non può prenotra enessuna visita tramite il CUP... e vabbè, che vuoi che sia, tanto ce l'avrete un parente, un amico, un conoscente che può farvi il favore!!!!
Detto fatto, diamo incarico alla cognata di telefonare e dopo un paio di minuti ci richiama per confermare l'avvenuta prenotazione...... seeee.... magari!!! Dopo un paio di minuti ci richiama per dirci che il CUP non prenota questo tipo di visite urgenti, che seguono una procedura per proprio conto, e dobbiamo rivolgerci direttamente alla struttura presso cui vogliamo recarci. Ma allora perché lo chiamano Centro "Unico" Prenotazioni??? Lo dovrebbero chiamare CQUP.... centro QUASI unico prenotazioni!!!!
Comunque, visto che siamo a Firenze optiamo per il CTO, struttura considerata di eccellenza e quindi le mani migliori presso cui possiamo metterci; c'è stato pure Valentino!!!!
Si cerca il numero dle CTO e si chiama.... ovviamente con questo caldo trovare una persona che sappia di cosa si parla è un'impresa, comunque, dopo vari passaggi di interno parliamo con un addetto che gentilmente ci spiega che questo tipo di controllo, essendo partito da una ASL, deve proseguire con un'altra ASL (mentre il CTO è un'azienda ospedaliera, almento credo di aver capito così) e le uniche a Firenze che fanno visita ortopedica sono Torregalli e S. Maria Nuova.
E vai alla ricerca dei numeri di telefono dei due ospedali.... (da notare che essendo in una casa in affitto eravamo sprovvisti sia di elenco telefonico che di connessione internet, per cui tutte queste ricerche di numeri telefonici le facevamo via cellulare con la solita cognata di prima).
Si chiama Torregalli e si spiega la situazione ma loro ci forniscono una risposta piuttosto sconcertante: le prenotazioni si posso effettuare solo recandoci di persona presso il loro sportello con l'impegnativa.... hai voglia a spiegargli che la cosa ci resta piuttosto complicata, trovandoci noi a più di cento chilometri di distanza, in quel momento.... la zelante impegata non sente ragioni, o così o così.
Con la testa già a pensare a come poter fare ad andare di persona a prenotare una visita, e lasciare la moglie con il braccio ingessato e la figlia di tre anni al mare, senza farsi montare un'incazzatura bestiale, chiamiamo con un briciolo di speranza l'altro ospedale che ci avevano segnalato, S. Maria Nuova, e finalmente......
Dopo oltre un'ora di telefonate e chiacchiere riusciamo a fissare questa benedetta visita ortopedica.
Benvenuti nel mondo reale..... perché, a chiacchiere, ci raccontano di come tutto funziona meravigliosamente bene!!!
Andiamo con ordine.
Mercoledì scorso mia moglie cade di bicicletta e si fa male al polso destro; siamo al mare, a Marina di Bibbona, per cui andiamo al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina: coda, lastra, polso rotto, gesso, 35 giorni di prognosi.
Tutto più o meno tranquillo, a parte il dolore e l'incazzatura per la vacanza rovinata. Nota di merito per le inferimiere ed i dottori dell'ospedale, tutti molto carini e gentili.
Ci viene prescritto di fissare una visita di controllo con radiografia per la settimana successiva, per vedere se tutto procede bene e noi, dovendo rientrare a Firenze domenica, cioé ieri, dobbiamo organizzarci per fissare la visita a Firenze.
Giovedì mattina comincia l'odissea.
Cerchiamo il numero del CUP che, per chi non lo sapesse, vuol dire Centro Unico Prenotazioni; numero verde, compongo, attendo e.... la chiamata non può essere inoltrata perchè proviene fuori dalla zona di competenza. Questo vuol dire che se uno si trova momentaneamente lontano dalla sua città non può prenotra enessuna visita tramite il CUP... e vabbè, che vuoi che sia, tanto ce l'avrete un parente, un amico, un conoscente che può farvi il favore!!!!
Detto fatto, diamo incarico alla cognata di telefonare e dopo un paio di minuti ci richiama per confermare l'avvenuta prenotazione...... seeee.... magari!!! Dopo un paio di minuti ci richiama per dirci che il CUP non prenota questo tipo di visite urgenti, che seguono una procedura per proprio conto, e dobbiamo rivolgerci direttamente alla struttura presso cui vogliamo recarci. Ma allora perché lo chiamano Centro "Unico" Prenotazioni??? Lo dovrebbero chiamare CQUP.... centro QUASI unico prenotazioni!!!!
Comunque, visto che siamo a Firenze optiamo per il CTO, struttura considerata di eccellenza e quindi le mani migliori presso cui possiamo metterci; c'è stato pure Valentino!!!!
Si cerca il numero dle CTO e si chiama.... ovviamente con questo caldo trovare una persona che sappia di cosa si parla è un'impresa, comunque, dopo vari passaggi di interno parliamo con un addetto che gentilmente ci spiega che questo tipo di controllo, essendo partito da una ASL, deve proseguire con un'altra ASL (mentre il CTO è un'azienda ospedaliera, almento credo di aver capito così) e le uniche a Firenze che fanno visita ortopedica sono Torregalli e S. Maria Nuova.
E vai alla ricerca dei numeri di telefono dei due ospedali.... (da notare che essendo in una casa in affitto eravamo sprovvisti sia di elenco telefonico che di connessione internet, per cui tutte queste ricerche di numeri telefonici le facevamo via cellulare con la solita cognata di prima).
Si chiama Torregalli e si spiega la situazione ma loro ci forniscono una risposta piuttosto sconcertante: le prenotazioni si posso effettuare solo recandoci di persona presso il loro sportello con l'impegnativa.... hai voglia a spiegargli che la cosa ci resta piuttosto complicata, trovandoci noi a più di cento chilometri di distanza, in quel momento.... la zelante impegata non sente ragioni, o così o così.
Con la testa già a pensare a come poter fare ad andare di persona a prenotare una visita, e lasciare la moglie con il braccio ingessato e la figlia di tre anni al mare, senza farsi montare un'incazzatura bestiale, chiamiamo con un briciolo di speranza l'altro ospedale che ci avevano segnalato, S. Maria Nuova, e finalmente......
Dopo oltre un'ora di telefonate e chiacchiere riusciamo a fissare questa benedetta visita ortopedica.
Benvenuti nel mondo reale..... perché, a chiacchiere, ci raccontano di come tutto funziona meravigliosamente bene!!!
lunedì 28 giugno 2010
koko
Ieri sera sono andato per la prima volta a mangiare al ristorante giapponese. Era da tanto che volevo provare qualcos'altro che non fosse solo sushi; la scelta è caduta sull'ultimo arrivato dei japs a Firenze: il Koko, in piazza Ferrucci.
L'ambiente è molto fashion, con arredi prevalenti sul nero con contrasti dorati. C'è una sala con tavoli normali ed una sala con tavoli bassi in cui ci si siede per terra e le gambe vanno in una specie di nicchia scavata sotto al tavolo (è un po' complicato da spiegare ma spero abbiate capito); una sorta di tatami giapponese insomma. Particolare l'impianto di aria condizionata che viene dalla parete, funzionale per chi siede nel mezzodella sala, un po' meno per chi siede vicino al muro.... un fianco ti si ghiaccia, l'altro è caldo!!! (io e mia moglie ci siamo scambiati di posto a metà cena per cambiare lato di esposizione).
I camerieri sono tutti molto gentili; in questo aspetto è un ristorante multietnico, perché alcuni sono giapponesi, ma non tutti; addirittura quello che sembra un po' il capo ha una marcato accento napoletano!!
Non essendo molto esperti di cibo giapponese non ci sapevamo orientare molto nel ricco menù. Per cui abbiamo iniziato con un sushi misto ed un sashimi piccolo (sinceramente c'era poca differenza tra i due piatti, anche nel prezzo, 16 e 18 euro).
A seguire abbiamo preso un kani guncan ed un futomaki mix; quest'ultimo è un piatto molto ricco e buono, lo consiglio (e non costa neanche troppo, 13 euro). Per finire ci hanno portato una tempura moriawase (gamberoni fritti), buona ma la porzione è veramente mignon (costa 12 euro).
Come dessert abbiamo preso il gelato: tre gusti diversi, wasabi, tè verde e sesamo. Io ero curioso di assaggiare il wasabi, il cui nome mi ricordava un film di qualche hanno fa con Jean Reno (l'attore francese di Leon) e che sapevo essere piccante. In realtà non è solo piccante; ha un gusto orribile, una cosa sinceramente vomitevole e lo dice uno che non è di stomaco troppo fine (ho mangiato di tutto e di peggio), ma questo wasabi proprio non s'ingoia. Il cameriere-capo ha visto che ne avevo solo assaggiato un cucchiaino e, neanche troppo meravigliato, me lo ha ritirato e mi ha portato un gelato al sesamo, sinceramente molto più godibile. Mia moglie ha preso quello al tè verde, molto buono e particolare.
La cena nel complesso è buona, la qualità del pesce mi pare discreta ma non ho molti termini di paragone per dire come si collochi rispetto agli altri. Abbiamo speso 88 €.
L'ambiente è molto fashion, con arredi prevalenti sul nero con contrasti dorati. C'è una sala con tavoli normali ed una sala con tavoli bassi in cui ci si siede per terra e le gambe vanno in una specie di nicchia scavata sotto al tavolo (è un po' complicato da spiegare ma spero abbiate capito); una sorta di tatami giapponese insomma. Particolare l'impianto di aria condizionata che viene dalla parete, funzionale per chi siede nel mezzodella sala, un po' meno per chi siede vicino al muro.... un fianco ti si ghiaccia, l'altro è caldo!!! (io e mia moglie ci siamo scambiati di posto a metà cena per cambiare lato di esposizione).
I camerieri sono tutti molto gentili; in questo aspetto è un ristorante multietnico, perché alcuni sono giapponesi, ma non tutti; addirittura quello che sembra un po' il capo ha una marcato accento napoletano!!
Non essendo molto esperti di cibo giapponese non ci sapevamo orientare molto nel ricco menù. Per cui abbiamo iniziato con un sushi misto ed un sashimi piccolo (sinceramente c'era poca differenza tra i due piatti, anche nel prezzo, 16 e 18 euro).
A seguire abbiamo preso un kani guncan ed un futomaki mix; quest'ultimo è un piatto molto ricco e buono, lo consiglio (e non costa neanche troppo, 13 euro). Per finire ci hanno portato una tempura moriawase (gamberoni fritti), buona ma la porzione è veramente mignon (costa 12 euro).
Come dessert abbiamo preso il gelato: tre gusti diversi, wasabi, tè verde e sesamo. Io ero curioso di assaggiare il wasabi, il cui nome mi ricordava un film di qualche hanno fa con Jean Reno (l'attore francese di Leon) e che sapevo essere piccante. In realtà non è solo piccante; ha un gusto orribile, una cosa sinceramente vomitevole e lo dice uno che non è di stomaco troppo fine (ho mangiato di tutto e di peggio), ma questo wasabi proprio non s'ingoia. Il cameriere-capo ha visto che ne avevo solo assaggiato un cucchiaino e, neanche troppo meravigliato, me lo ha ritirato e mi ha portato un gelato al sesamo, sinceramente molto più godibile. Mia moglie ha preso quello al tè verde, molto buono e particolare.
La cena nel complesso è buona, la qualità del pesce mi pare discreta ma non ho molti termini di paragone per dire come si collochi rispetto agli altri. Abbiamo speso 88 €.
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